1948 di Yoram Kaniuk, la memoria che confina con la Storia



“Non sono sicuro di cosa ricordo per davvero, perché non mi fido della memoria. La memoria è furba e non possiede un’unica ed esclusiva verità. E poi che cosa conta sul serio? Una bugia che viene dalla ricerca della verità può essere più vera della verità. Tu pensi e un attimo dopo ricordi solo quello che vuoi. Avevo diciassette anni e mezzo, ero un bravo ragazzo di Tel Aviv finito in mezzo a un bagno di sangue. Sto cercando di pescare me stesso da dentro quel che mi pare siano ricordi”.

Risulta commovente, quasi spietato, ma sempre ironico e geniale questo libro scritto da Yoram Kaniuk. A volerla dire tutta, questo 1948, non è soltanto la cronaca della nascita di uno Stato, quello d’Israele,  ma è un ritratto preciso sulla  crudeltà della guerra, sull’incoscienza della gioventù, sui paradossi della storia e su quella labile, eppure fondamentale ancora di salvezza dell’uomo, che altri non è se non la memoria dell’uomo, direttamente comunicante con la storia.

Yoram Kaniuk è nato a Tel Aviv nel 1930. Dopo aver partecipato nel 1948 alla guerra d’Indipendenza, ha vissuto per dieci anni a New York per poi fare ritorno in Israele. Ha scritto romanzi, racconti e libri per ragazzi. I suoi libri sono tradotti in più di venti lingue. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti in un’occasione ha usato lo pseudonimo Joseph Harare.

Di lui il New York Times ha scritto: “Kaniuk è uno dei più originali e brillanti scrittori del mondo occidentale”. 1948 è il suo libro di maggior successo.

 

YORAM KANIUK
1948
Traduzione di Elena Loewenthal
Collana Israeliana
Pagg. 180 – € 15,00
editore: La Giuntina