2012 operazione vintage: tornano il Nome della Rosa e il Vagabondo delle stelle



Il nuovo anno è iniziato da poco ma già questo 2012 sembra soffrire di un antico male, cioè del vecchio che torna nuovo. Chiamatela operazione nostalgia, ottanta nostalgia, vintage o che altro vi venga in mente,  ma nulla di nuovo sembra al momento affacciarsi in quello che, secondo i Maya, potrebbe essere l’ultimo anno dell’uomo.

Così anche due capolavori, diversamente adattati, si presentano al sempre più naif pubblico consumator culturale di questi anni, parliamo de Il Vagabondo delle Stelle e del Nome della Rosa.

Torna per il Narratore audiolibri il capolavoro di Jack London, Il  vagabondo delle stelle ( The star rover),  pubblicato nel 1915,  di ambientazione carceraria. Grandissima influenza sulla stesura del romanzo ebbero la teoria dell’evoluzione di Charles Darwin e la teoria della volontà di potenza di Friedrich Nietzsche. Vengono, inoltre, citati molti scrittori e filosofi coevi e non: William Wordsworth, Samuel Taylor Coleridge, Henri Bergson, Confucio, Filippo Tommaso Marinetti,Auguste Comte Alfred Tennyson, Ernst Haeckel, Dante e Blaise Pascal.

Ma il sentimento di recupero sembra non aver davvero confini tanto che anche un capolavoro italiano come Il Nome della Rosa, libro che fece nel mondo la fortuna del suo autore, Umberto Eco, torna. Il dotto di Alessandria del Piemonte, a trent’anni dalla prima pubblicazione della sua opera, si appresta ora a dare alle stampe un’edizione riveduta e corretta da lui medesimo.

L’opera è ambientata nel Medioevo e viene presentata come il manoscritto di un anziano frate che ha trascritto un’avventura vissuta da novizio, molti decenni addietro, in compagnia del suo maestro presso un monastero benedettino dell’Italia settentrionale. La narrazione, suddivisa in sette giornate, scandite dai ritmi della vita monastica, vede protagonistiGuglielmo da Baskerville, frate francescano, e il novizio Adso da Melk, il narratore della storia.

Ma il 2012 ne aveva veramente bisogno? Ai posteri l’ardua sentenza