Alè Calais di Osvaldo Guerrieri



Dieci anni fa circa, era l’anno 2000, finiti gli incubi millenaristici del Millenium Bug,  la finale di Coppa di Francia vide fronteggiarsi il Nantes e il Calais, per quella che, calcisticamente parlando, fu una simbolica riedizione della fumettistica sfida tra i potenti romani del Nantes contro il minuscolo villaggio di Asterix del Calais.
Osvaldo Guerrieri ci ripropone questo avvenimento rinchiudendo tutto il mondo a Calais nella tesissima settimana prima della partita.
Calais viene quindi rappresentata come un ventoso angolo di mondo, una periferia dell’impero, che, almeno per questa volta, ha l’inaspettata occasione di rivendicare la sua esistenza, lottando contro il calcio miliardario dei grandi club. Dalla sua parte la squadra ha tutta la città, un piccolo mondo antico che si è visto emarginato e sconfitto da troppo tempo ma che in realtà non ha mai smesso di lottare, così quando i suoi figli, operai, commessi e impiegati comunali, offrono l’occasione della rivincita tutta Calais si risveglia dal suo torpore e scende in campo per tentare l’avventura assieme ai suoi undici calciatori.
Dal sindaco al proprietario del supermercato, dalla pasticceria fino al bar, i colori dell’oro e del sangue, colori sociali del club, sono esposti  praticamente ovunque e trovano una  rinnovata dignità.
L’autore imbastisce con sentimento il racconto di questa avventura, avvicinandolo all’epica, trasportando i piccoli grandi uomini, protagonisti di una cavalcata eroica, vicino al mito ad un passo dal trionfo nell’eco pieno della memoria orale degli sconfitti, lì proprio ad un passo dalla favola.

Dal libro al teatro, il trionfo è grande, tanto che lo scritto di Osvaldo Guerrieri è diventato un’opera teatrale, rappresentata in Italia e in Francia.

Alè Calais

Osvaldo Guerrieri

Flaccovio Editore

Euro 10