Bruce Springsteen Giorni di sogni e speranza libro fotografico



Giorni di sogni e speranza, un pò ci riporta alla memoria il brano “Land of Hope and Dreams” del 2001 del Boss. Lui che ormai da più di trent’anni, racconta nelle sue canzoni la vita del popolo, della necissità di rivalsa per chi è più debole, della voglia di non arrendersi e non abbattersi mai, di credere sempre in un mondo diverso, più vero.

Giorni di sogni e speranza invece è il titolo del libro fotografico che Frank Stefanko ha scritto e realizzato per raccontare la sua esperienza di fotografo con il Boss. Days of hope and dreams, raccoglie più di 88 foto, prese dall’archivio personale di Stefanko, figlio della working class del New Jersey, così come il Boss. I due si conoscono attraverso un’amica comune, Patti Smith. Nasce da quel momento una collaborazione che dura dal 1978 al 1982, e vede la realizzazione di due copertine storiche di Springsteen,”DARKNESS ON THE EDGE OF TOWN” e “THE RIVER”. “Ascoltai per la prima volta la musica di Bruce Springsteen alla radio. La stazione folk Fm trasmetteva dal vivo dalla coffeehouse Main Point di Bryn Mawr, Pennsylvania. Una sera, il dj annunciò che il protagonista della puntata era Bruce Springsteen con l’E Street Band. Cominciai a sentire questa musica davvero strana, motivi sfrenati con cui mi identificavo in pieno.” Racconta Stefanko, e continua “Tra una canzone e l’altra, Bruce raccontava storie sull’estate a Freehold, nel New Jersey, dove viveva all’epoca. Affacciato alla finestra della sua camera da letto, che dava sulla Ducky Slattery’s Mobil Station, poteva osservare i ragazzi che «accordavano» i motori discutendo di macchine e ragazze. Parlava delle estati di provincia consumate in T-shirt e pantaloni da lavoro e delle uscite ad Asbury Park, lungo il litorale o tra le Pine Barrens e le paludi del New Jersey. Ascoltando la trasmissione, pensavo: «Mio dio, sono io».” Bruce Springsteen, che ha scritto l’introduzione al libro, dice:  “ Frank fotografava sempre la tua vita interiore.  E lasciava che si vedessero le imperfezioni esteriori. Le sue foto avevano purezza e poesia; c’era dell’ironia nella loro laconicità. Nel periodo successivo a “Born to run”, riuscì ad afferrare i conflitti e i pensieri con cui stavo lottando. Chi sono io? Dove sto andando? E’ lui che mi ha fatto vedere le persone di cui parlavo nelle mie canzoni. E’ stato lui a farmi capire che ero ancora uno di loro.” Bruce Springsteen, capace di essere ad oggi, ancora un simbolo e la voce di tutti gli americani bisognosi di riscatto, alla ricerca sempre della felicità interiore, e capace a 63 e con tanti tanti album alle spalle, di saper essere qualcuno da voler sentire ancora.
I giorni di speranze e sogni, dal metà marzo è in libreria, e grazie a Stefanko che ci regala questi emozionanti scatti privati del Boss, ci permette attraverso queste foto di tornare agli esordi di Springsteen quando “Le parole di Bruce evocavano i momenti in cui si è adolescenti e si diventa adulti nel New Jersey o, se è per questo, in qualsiasi small town negli Stati Uniti. Toccava quelle corde, e quelle sensazioni familiari sgorgavano dalla radio forti e chiare. Ne fui semplicemente risucchiato. Al confronto, tutta la musica che avevo ascoltato fino ad allora mi sembrava inadeguata; questa era totalmente diversa. Era come se fosse fatta esattamente per me. Era la musica che avrei sempre voluto sentire.