Capelli Blu di Valerio Nardoni



Una ragazza dai capelli blu agonizzante, riversa davanti al portone di casa propria, e l’insana decisione di portarla dentro piuttosto che scegliere di chiamare i soccorsi. Questo è l’inizio di Capelli blu, libro di Valerio Nardoni pubblicato dalle edizioni e/o nella collana Dal Mondo.

Il protagonista di questa avventura letteraria è Jilium, giovane laureato che, come tanti della sua generazione, lavora come cassiere in un discount, in attesa della grande occasione. La ragazza muore improvvisamente e Jilium, in preda al panico e a pensieri contraddittori (gli sembra di conoscerla ma è certo di non averla mai vista) fugge con la speranza di riuscire a chiarirsi le idee.

Una storia noir che diventa ossessione, privata di un confine preciso fra il reale e la proiezione della mente. Come Nardoni ha commentato durante un’intervista, a lui, in questo Capelli Blu,  non interessava raccontare una storia con contorni ben definiti.  Il protagonista è  una sorta di figura generazionale, avvezza al delicato equilibrio del precariato.

Leggere un libro come Capelli Blu ricorda e non poco l’andamento narrativo di Pulp Fiction,  film che lo scrittore ammette di aver amato molto. Infatti sembra proprio che Nardoni abbia destrutturato la sua Non storia surreale rimettendola poi insieme proprio comi un’opera di  Quentin Tarantino.

Valerio Nardoni è l’autore di «Capelli blu», edizione e/o,  Sul retro della copertina si legge: «Immaginate Paolo Conte che incontra i fratelli Cohen in una citt italiana che pare Brooklyn di Smoke».

Già, immaginate, immaginate è la parola giusta per questo libro, pervaso da un’originale gusto dell’immaginazione, stimolante e originale, almeno per quel che riguarda il consueto panorama italico.