Cento anni di Czesław Miłosz



In occasione del centenario della sua nascita oggi parliamo di Czesław Miłosz, poeta e saggista polacco nato a Szetejnie, Lituania, il 30 giugno 1911 e morto a Cracovia il 14 agosto 2004.

Nel 1980 gli è stato conferito il Premio Nobel per la letteratura con la motivazione: “A chi, con voce lungimirante e senza compromessi, ha esposto la condizione dell’uomo in un mondo di duri conflitti”.

Questo premio Nobel diede nuovo fiato al coraggio degli operai polacchi di Solidarnosc che arrivarono a  trascrivere brani di poesie di Milosz ai piedi dei monumenti dedicati ai lavoratori uccisi dalla polizia di partito durante gli scioperi di contestazione. Nel 1993 anche l’Italia si è ricordata di lui e gli ha assegnato il Premio Grinzane Cavour.

Tra le maggiori opere di Milosz sono sicuramente da ricordare i saggi La mente Prigioniera, La mia Europa e la Terra di Ulro. In occasione del centenario della nascita Adelphi ha da poco pubblicato il suo Abbecedario e stasera a Levico Terme si terrà l’evento Musica per un poeta.

Di seguito potete ascoltarne alcuni vers, ma prima bisogna fare una piccola premessa che esula dalla poesia di Milosz. Tranquilli c’è, c’è, poco dopo le mie parole inutili e superflue esploderanno le sue. Non so perché le devo aggiungere queste parole ma le aggiungo, non per noia tedio o che ma perché penso che gli eventi vadano scanalando nella parole di Milosz. Sto leggendo “La mia Europa” che è un viaggio e nel pensiero europeo di questo premio Nobel per la letteratura dimenticato troppo in fretta. 30 anni fa gli assegnavano il premio, da qualche anno è morto ma in giro non lo vedo. Eppure a leggere questo suo libro, forse più di altri, “La mia Europa” è un testamento europeo che dovrebbe essere raccolto da tutti e sbandierato, fondamentale com’è per il pensiero europeo politico. In poche pagine distrugge gli ismi, le destre e la debolezza del socialismo, costretto a perire sotto lo Stanilismo. Racconta di Vilnius, città senza nome… delle beghe da Res Pubblica dove finisce tutto a insulti e a citazioni latine (non vi ricorda nulla?) e dell’eredità di un mondo che non c’è più, la sua Europa appunto. Forse il libro che dovete leggere quest’estate o che dovete leggere, beh è un libro di Milosz… Adesso vi lascio con alcune sue parole, tratte da Dono, presenti su You Tube nel canale di g21271.