Ciao: a Wisława Szymborska, con affetto e riconoscenza





Dobbiamo purtroppo farci portatori di una triste novella, forse una delle più tristi del momento. Ha cessato di soffiare all’inizio di questo febbraio 2012 il respiro mortale di Wislala Szymborska, premio Nobel per la letteratura.

Come spesso accade la notizia, in Italia, si è diffusa prima sui social network come Facebook, dove diversi profili hanno cominciato in serata a riportare il triste evento, poi man mano le varie pagine wiki, nelle diverse lingue sono state mestamente aggiornate e infine, la processione ufficiale si è chiusa coi soliti media, arrivati al congedo:

Wisława Szymborska (Kórnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1 febbraio 2012) è stata una poetessa e saggista polacca.

Forse lei, che ha dedicato una poesia anche sulla scrittura di un Curriculum. avrebbe davvero amato queste righe semplice… Il mondo occidentale la scoprì per caso tra stupore e sdegno, nel 1966, quando perfino alcune nostre quotate testate nazionali si indignarono di fronte a questo premio. La Szymborska aveva due colpe, forse tre: poetessa,polacca e anche donna, perché in Svezia si premia di solito geo politicamente altro. E invece no, stavolta lei aveva vinto per rimanere, da allora i suoi libricini, colmi di versi minuti, agili e svelti, non hanno mai più abbandonato le terre desolate dell’editoria poco poetica d’Italia.

Dal mio profilo Facebook riporto:”c’è un’espressione polacca che mi colpisce sempre ogni volta che la leggo, nie zyje, la si potrebbe tradurre liberamente come non vive, già in questo caso si sposa perfettamente con la sublime storia della Szymborska, perchè è bez konca, senza fine, non c’è la morte nell’eternità della parola”.

Poco tempo fa era venuto a mancare il suo traduttore italiano, Pietro Marchesani, che tanto si prodigò per far conoscere la sua poesia nel nostro paese. A loro e ai loro cari va ora il nostro pensiero.