Come spegnere le Cupe Vampe mandando libri all’Università di Sarajevo



Distrutta e bruciata ma assolutamente da non dimenticare!

Questo è il destino della Biblioteca di Sarajevo che ora attraverso Internet cerca mecenati in tutto il mondo.

Attenzione, non un mecenatismo fatto di soldi o che, ma di libri.

Infatti a Sarajevo vogliono rimettere su l’antico splendore della biblioteca e chiedono ai lettori di tutto il mondo il sostegno più immediato: libri!

L’appello parte dall´organizzazione Humanity in Action Senior Fellow Network.

Nel tragico 25 agosto del 1992 la Biblioteca Universitaria e Nazionale di Sarajevo, nota anche come Vijecnica fu bombardata e distrutta.

Andarono così persi oltre un milione e mezzo tra libri rari, manoscritti e documenti.

Humanity in Action Senior Fellow Network invita a sostenere la loro iniziativa, come?

Semplice inviando 2 volumi:

– un libro in qualsiasi lingua del mondo, per le seguenti materie: medicina, legge, economia, letteratura, l’arte e filosofia e un altro nella lingua materna dei donatori con contenuti specifici legati alla sua regione, alla gente di quel paese, o altri libri che si ritengano socialmente utili.

Dove mandare i libri?

I libri sono da spedire al seguente indirizzo:

University of Sarajevo –
Campus Zmaja od Bosne,
bb. 71000 Sarajevo,
Bosna i Hercegovina

L’episodio dell’incendio della Biblioteca di Sarajevo venne immortalato dai C.s.i. nella canzone intitolata Cupe Vampe, eccovi il testo:

di colpo si fa notte

s’incunea crudo il freddo

la città trema

livida trema

brucia la biblioteca i libri scritti e ricopiati a mano

che gli Ebrei Sefarditi portano a Sarajevo in fuga dalla Spagna

s’alzano i roghi al cielo

s’alzano i roghi in cupe vampe

brucia la biblioteca degli Slavi del sud, europei del Balcani

bruciano i libri

possibili percorsi, le mappe, le memorie, l’aiuto degli altri

s’alzano gli occhi al cielo, s’alzano i roghi in cupe vampe

s’alzano i roghi al cielo, s’alzano i roghi in cupe vampe

di colpo si fa notte

s’incunea crudo il freddo

la città trema

come creatura

cupe vampe livide stanze
occhio cecchino etnico assassino

alto il sole: sete e sudore

piena la luna: nessuna fortuna

ci fotte la guerra che armi non ha

ci fotte la pace che ammazza qua e là

ci fottono i preti i pope i mullah

l’ONU, la NATO, la civiltà

bella la vita dentro un catino bersaglio mobile d’ogni cecchino

bella la vita a Sarajevo città

questa è la favola della viltà