Contro il giorno di Thomas Pynchon



Pynchon, invisibile come Salinger e complesso come Joyce è attualmente osannato tra i geni della letteratura mondiale, ma negli states, quando uscì Contro il giorno, diversi critici si trovarono pronti a storcere il naso.  Per loro Pinchon, con questo suo libro,era rimasto indietro, all’epoca hippie e a storie auto complicate tra canapa indiana e sesso all’insegna del “famolo strano”. Pynchon, con questo libro si auto inseriva nell’epoca dei relitti letterari superstiti.

Contro il giorno è un libro ricco di strani personaggi: giocatori incalliti, anarchici, libertine, tutti uniti da un’inspiegabile serie di complotti universali.
Pynchon che all’epoca viveva in un minuscolo appartamento per scapoli, nella California dei Beach Boys, a Manhattan Beach, in prossimità della spiaggia, ebbe il privilegio di viverli gli anni 60 e di sezionarli attraverso la sua prosa che anima da par suo un turbinio di scalcagnate avventure a cavallo dei secoli e dei millenni.
In queste pagine si può scorgere l’alba della globalizzazione e lo stacco finale e vincente della galoppata del capitalismo sfrenato e prossimo alla vittoria nei confronti del comunismo, la fine della guerra fredda, e i tramonti gelati delle utopie svuotate dove nessun raccolto avrà ormai più senso alla fine di quel labirinto ormai prossimo all’apocalisse dove incombono catastrofi come il crollo del campanile di San Marco, l’asteroide di Tunguska e la Prima guerra mondiale.

Uno psichedelico caleidoscopio di avventure tra l’Esposizione Mondiale di Chicago nel 1893 e il Messico infuocato dalla rivoluzione, tra la Hollywood del cinema muto e i Balcani, tra Parigi, Vienna e casa vostra, già casa vostra, basta portarci il libro.

Thomas Pynchon
Contro il giorno
traduzione di Massimo Bocchiola
Rizzoli
p 1127