Cristo con il fucile in spalla di Ryszard Kapuscinski



Cristo con il fucile in spalla.

Il titolo è forte, evocativo.

Il Cristo cristiano è morto in croce per redimere l’umanità mentre il Cristo letterario di Kapuściński è tra i diseredati della terra, pronto a imbracciare un mitra per combattere in nome di una causa e di un’ideale.

La bravura di Kapuściński è nota e arci nota al mondo letterario e potremmo dire che si è costruita agli anti podi di un altro mito letterario: Hemingway.

Al contrario dell’americano che correva al fronte per stare lontano dalle donne e dall’ansia che gli mettevano addosso così come per innalzare pagine liriche al machismo della guerra e all’eroismo violento, l’inviato polacco si sofferma invece sul mondo dei dettagli, che ai più posso non rivelare molto, ma che invece nelle pagine di Kapuściński contengono i segreti dell’universo, o almeno del suo universo narrativo.

E così partendo da un presupposto, da una situazione improbabile, Kapuściński come un buon amico di tutti si ferma, divulga, spiega, commenta e paragona l’improbabile, l’assurdo delle gueree, in termini concreti e vicini alla tristezza umana, anche la sua visto che sono molti sono i richiami in questo libro alla città di Varsavia, uscita distrutta dalla seconda Guerra Mondiale e alla Repubblica Popolare Polacca.

Nel teatro, questo schema narrativo è stato applicato alla perfezione, anche se a dire il vero in maniera più ironica e surreale da Slawomir Mrozek, mentre l’inviato della Pap (l’agenzia di stampa polacca), una volta imparata la lezione, ha seguito una strada sua, perfezionala e modellandola attorno alla sua anima curiosa perché qui e in ogni libro di Kapuściński è sempre di anima che-si parla.

Leggere un libro di Kapuszinski è come spogliare strati della sua anima.

Sembra quasi di poter sentire la sua voce, calma e pacata, soffermarsi per una pausa davanti ad un the caldo sotto il sole siriano , per poi passare a continuare a spiegarci cosa è accaduto in Palestina, in Siria e Giordania o in altri sfortunati angoli della terra dove dio ha accumulato l’infelicità di molti.

Una frase su tutte:

“Salvati pure per conto tuo,a seconda dei tuoi desideri e delle tue possibilità”

Kapuściński ha dedicato dieci reportage ai giovani ribelli dei paesi del Sud, oppressi da regimi disumani e assassini. Questi lavori sono stati riuniti in un volume che il maestro dei reporter intitolò Cristo con il fucile in spalla. Feltrinelli li pubblica ora per la prima volta in Italia. Un’opera chiave della sua produzione

Cristo con il fucile in spalla

Ryszard Kapuscinski
Traduzione: Vera  Verdiani
Collana: I Narratori
Pagine: 192
Prezzo: Euro 15,00