Diciotto anni senza Charles Bukowski



Diciotto anni fa il mondo perdeva Bukowski o forse, come avrebbe preferito lui, Bukowski diciotto anni fa perdeva il mondo.Buffo e triste pensare che al mondo c’è qualcuno che non ha calpestato, respirato e vissuto la stessa aria di Zio Buck, per la teoria sei gradi di separazione e forse tutti loro sì che si dovrebber  sentire terribilmente malinconici.

Qui su Libri10 ci siamo occupati poco di questo autore, vedi Quello che importa è grattarmi sotto le ascelle, a torto o ragione. Ormai è un classico, lo trovate in tutte le librerie senza troppi problemi, lui che affermava di scrivere storie a cui doveva poi aggiungere del sesso per venderle. Lui che contribuì a riscoprire oltre Oceano la penna, sepolta dall’indifferenza della polvere, di John Fante.

Concludo questo piccolo omaggio con un ricordo personale che potrà forse far capire meglio la potenza letteraria di questo scrittore sempre troppo, o troppo sottovalutato o troppo sopravalutato, ma in fondo è giusto così perché il sentimento, la passione, non si nutre di mezze misure e nessuno può negare la presenza del logos, di una pulsione primitiva quanto sanguigna, di letteratura nelle sue pagine.

Ma volevo concludere, come dicevo prima, con un aneddoto personale che attenzione, non è importante perché capitato a me, anzi, ma è importante per come capitato. Quando decisi di interrompere una relazione complicata, per dirla alla Facebook in  un ‘epoca quando i social network ancora non esistevano ma si viveva ugualmente, fui quasi oggetto di stalking da parte della mia ex, telefonate, mail, appostamenti e quanto altro.

Qualcuno poi le consigliò di leggere un libro, Pulp di Bukowski, per capire come la gente possa far male e farci sentire soli. Che io sappia ora lei sta ancora con quel qualcuno, quello che le consigliò Pulp appunto.

Anni dopo, in un supermercato trovai quel volume, copertina gialla, edizione Feltrinelli, e incuriosito lo comprai. Lo lessi e mi ritrovai solo…

Buffo e triste pensare che da diciotto anni a questa parte c’è qualcuno che invece ci è nato così, che esiste un mondo che oggi diventa maggiorenne senza aver mai conosciuto Zio Buck.