Dieci anni fa ci lasciava Jorge Amado



E’ da poco trascorso il decimo anniversario della morte di Jorge Amado, un grande scrittore che fece della ribellione e dell’impegno sociale punti cardine della sua vita e delle sue opere letterarie. Il cantore di Bahia è scomparso infatti il 6 agosto del 2011 a  Salvador de Bahia, in Brasile.

Solamente ventenne Amado scrisse uno dei suoi libri più noti e apprezzati, Il paese del Carnevale, dove ha raccontato la vita  la di un giovane che non riesce a trovare la propria strada in una società che rifiuta di affrontare i problemi per ignorarli o mascherarli con trucchi di vario genere, come appunto il Carnevale.

Quel Paese velatamente mascherato è ovviamente il Brasile di quegli anni, una nazione ancora  arretrata e legata a tradizioni aventi radici ai tempi della schiavitù. Un Brasile conservatore quanto pauroso, che esiliò e arrestò Amado per la sua iscrizione al Partito Comunista anche se etichettare politicamente uno scrittore universale come Amado è cosa decisamente riduttiva.

Amado è sempre stato dalla parte dell’uomo, dalla parte degli ultimi e ha affrontato temi importanti come lo schiavismo appunto o la condizione del sottoproletariato urbano in opere come Cacao e Sudore.

Diversi i premi ottenuti dallo scrittore, citiamo giusto per darvi un’idea,  il Luis de Camoes  il Ministerio de Cultura che il Brasile gli ha conferito nel 1995 e nel 1997. Ma sarebbero da menzionare anche Stalin per la pace,1951), il Latinidad  1971, il Dimitrov, 1989, e il Pablo Neruda 1989.

“E’ in momenti di grande decisione che si può misurare un uomo o una donna”.