Divorare gli Dei di Jan Kott





In Italia l’avevamo già conosciuto e apprezzato per il suo saggio Shakespeare nostro contemporaneo, edizioni Feltrinelli, mentre ora vi presentiamo un lavoro decisamente più classico del saggista polacco Jan Kott, ovvero il suo Divorare gli dei, edizioni Mondadori.

Il libro è un’ interessante reinterpretazione di alcuni dei più famosi capolavori del teatro greco.

L’intellettuale di Varsavia per spiegarci al meglio l’attualità di queste opere mortali le esamina attraverso chiavi sociologiche, psicologiche, antropologiche e religiose.

C’è tutta la storia del teatro: da Prometeo a Beckett, passando da le Baccanti a Sofocle in questo canovaccio di regia intrecciato da Jan Kott.

Nulla è più attuale della tragedia, sembra suggerirci l’autore mentre scompone e ricompone meticolosamente la tragedia classica, unendo la religiosità del sacro alla finzione del teatro in una mediazione tra umano e divino perfettamente riuscita nelle sue pagine.

“La società greca è stata sopraffatta da una folle corsa sguinzagliata dalla follia della storia” ma il suo influsso è ancora enorme e attuale, non lo pensereste mai ma anche un area di studi moderna come il Marketing applica e conosce le regole degli antichi drammi ellenici.

Ma trovate tutto qui dentro e non vi resta che Divorare gli dei per capire meglio i tempi che viviamo.

JAN KOTT è stato un noto e affermato critico e teorico del teatro di fama internazionale, ha insegnato nelle università di Yale e Berkley.
Kott ha scrisse più di 30 libri sul teatro, oltre che ad un innumerevole quantità di articoli apparsi su prestigiose riviste come The New Republic e The New York Review of Books.

Divorare gli dei. Un’interpretazione della tragedia greca
Autore: Kott Jan
Traduttore: Capriolo E.
Editore: Mondadori Bruno
Collana: Economica
Data di Pubblicazione: Maggio 2005
Pagine: 320

Reparto: Letteratura classica

Indice:

L’asse verticale o le ambiguità di Prometeo
Aiace tre volte ingannato o l’eroismo dell’assurdo
Alcesti velata
“Dov’è adesso quel famoso Eracle?”
Divorare dio, o Le baccanti
Appendici
Medea a Pescara
Oreste, Elettra, Amleto
Luciano in Cimbelino