Eco a perdere, la letteratura del referendum



Ho provato a cercare a memoria nella mia biblioteca, e nella mia memoria, libri che parlano di Referendum, ma nulla, e se ne conoscete, sentitevi liberi di segnalare.

In questo periodo, abbiamo provato a tenere alta, culturalmente parlando, presentandovi opere di narrativa che potessero essere collegate ai temi dei referendum e se ieri abbiamo parlato dell’Atomo e della sua energia, filtrata dal genio creativo di Kurt Vonnegut, ecco  ecco che oggi parliamo di un libro, che tra i molti suoi argomenti, tocca anche le consultazioni referendarie.

Su Ibs il commento di un lettore ce lo presenta come:

“Un libro in cui quelli come me si possono ritrovare. Eco a perdere racconta quella che era la vita di un trentenne una decina di anni fa.  Un libro che senza troppi problemi si sofferma sul degrado di uno stato creato per pochi, in cui anche una persona senza principi, o con le peggiori qualità (vedi titolo del libro) può diventare grazie ad un opportuno martellamento mediatico o per il suo servilismo, un eroe per i giovani, ed insegnargli un modello che ha portato lo stato al degrado attuale”.

Ma non solo anarchia e melanconia, perchè questo è un romanzo di formazione sul mondo della scrittura e dei fenomeni letterari dove
Umberto Eco è solamente la punta dell’iceberg come recita la quarta di copertina:
“Poi dici te che uno si ritrova a parlare da solo…chi l’ avrebbe mai detto? Questa fine poi… a domandarmi in questo mondo e in altri modi queste cose e altre tra cui come si scrive un romanzo che sia comprensivo dei grandi misteri a me nascosti e delle grandi verità che io non conosco e che mi si possa un giorno far sedere al grande tavolo della letteratura a fianco di tutti quei nomi slavi dimenticati dalla commercializzazione della letteratura? Non volevo mica un posto io vicino ad Eco, io!Il mio posto era lì, spettante a me, pag. 221 della letteratura dimentica e così dal mio angolino me ne potevo andare a trovare in quel gran baccanale Milosz, Wat, Dick, Brandys, Schulz, Singer, Ginsberg, Keroauc, Corso, De Filippo… al loro convivio non mi avrebbero riconosciuto che non mi si poteva riconoscere a me se non che risalendo come salmoni affumicati dal grande fumo dell’ardere della menzogna a pag. 221 della letteratura dimentica ma almeno un tu non sei Eco me lo sarei meritato.”

E tornando al referendum, come segnalato prima, Eco a Perdere afferma che per invogliare gli italiani ad andare a votare ai referendum bisognerebbe abolire il quorum e sostituirlo con un CKuorum minimalista, alla Calvin Klein per intenderci.

Affinchè nessuna eco, di referendum o altro che sia, vada perduta.