Gabriel Garcia Marquez: è morto il premio nobel colombiano



Si è spento, qualche ora fa, all’età di 87 anni, Gabriel José de la Concordia García Márquez, soprannominato Gabo, premio Nobel per la Letteratura nel 1982.

Marquez era nato il 6 marzo del 1927 ad Aracataca (conosciuto anche come Cataca),comune della Colombia facente parte del dipartimento di Magdalena. Lo scrittore era stato recentemente ricoverato per una polmonite, almeno secondo quanto ha affermato Juan Manuel Santos, presidente della Colombia, in ospedale il 3 aprile scorso a Città del Messico. La stampa internazionale, in un primo momento, aveva parlato di un ricovero per tumore, ma poi la famiglia di Marquez si è preoccupata di smentire il tutto diffondendo un comunicato definendo le condizioni di salute dello scrittore «molto fragili» e con «rischi di complicazioni». Noi di Libri 10 lo vogliamo ricordare così con il suo incipit più famoso, uno degli inizi più famosi sicuramente di tutta la letteratura contemporanea, cioè con l’attacco di quel romanzo diventato poi chiave principale del realismo magico sud americano, ovvero il famoso “Cent’anni di solitudine”, nella traduzione di Enrico Cicogna pubblicata nel 1982 da Mondadori: Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito.

Congediamoci ora con una sua frase…”La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla”.

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