Gioventù Cannibale: diversi autori per un’unica fagocitante lettura



Reduci di un periodo artistico proveniente dagli anni ’70, che aveva lasciato la scena letteraria in uno stato di impasse, l’ambito italiano è tornato a vedere luce negli anni ’90 con un gruppo di abili scrittori riuniti sotto il nome di Gioventù Cannibale.

Una compagine di artisti, diversi tra loro, ma accomunati dalla tendenza a fagocitare tutto ciò che c’era in precedenza, per buttarlo giù nello stomaco e riportarlo sulle pagine sotto forme nuove e contemporanee.

E prorpio da qui nasce il progetto di Gioventù Cannibale, testo pubblicato nel 1996 e alla cui creazione collaborarono questi
cavalieri dell’Apocalisse, tra i cui nomi compaiono quelli di Niccolò Ammaniti, Luisa Brancaccio e Stefano Massaron.

Il risultato è una sorta di antologia dell’orrore contemporaneo, non più racchiuso in castelli infestati ma diffuso per le strade delle città, nelle case e nelle vite vuote ed abitudinarie dei suoi protagonisti.
Un libro non facile da leggere, soprattutto per chi è abituato a godere di romanzi ricchi di sentimento.

Nessuna pietà in Gioventù Cannibale, poco spazio ai sentimenti abbandonati a favore di violenza, adrenalina, ironia nera e narrazioni dai toni a tratti sconvolgenti.