Günter Grass e Israele, un diverso senso della Storia



“Perché ho taciuto finora?
Perché pensavo che la mia origine,
gravata da una macchia incancellabile,
impedisse di aspettarsi questo dato di fatto
come verità dichiarata dallo Stato d´Israele
al quale sono e voglio restare legato.
Perché dico solo adesso,
da vecchio e con l´ultimo inchiostro:
la potenza nucleare di Israele minaccia
la così fragile pace mondiale?”

Così comincia l’ultima poesia del premio Nobel per la letteratura, edizione 1999, lo scrittore tedesco Gunter Grass, autore de Il Tamburo di Latta,  che ora ha deciso di non tacere, a suo dire, scatenando, ancora una volta, non poche polemiche . Eppure Gras in un passo di questa sua lunga poesia  sembra citare il David Grossman di Vedi alla Voce Amore, quando scrive E allora perché mi proibisco di chiamare per nome l´altro paese…
Già, solo che per lo scrittore israeliano l’altro paese era la Polonia, quella dei campi di concentramento, mentre per Grass la nazione innominabile è Israele per lui, stato aggressore, con tanto di atomica, nei confronti della Palestina.

Günter Grass è nato a Danzica, ora città polacca, 16 ottobre del 1927 è non è di certo nuovo a polemiche “storiche” tanto che  nell’agosto del 2006, dichiarò, al giornale Frankfurter Allgemeine Zeitung, di aver militato durante la guerra nella 10. SS-Panzer-Division “Frundsberg” delle Waffen-SS, come volontario e non come coscritto come si era sempre creduto: “Il motivo fu comune per quelli della mia generazione, un modo per girare l’angolo e voltare le spalle ai genitori”.

Quindi il diverso senso della storia di Grass è noto è arci noto ma il problema, in generale, e non ri riferiamo solo allo scrittore tedesco che ad ogni modo ha espresso una sua opinione su cui si può essere d’accordo o meno, è che certa gente pur di far parlare di sé farebbe e direbbe di tutto con consapevolezza.