Henrik Ibsen: La Donna Del Mare





Henrik Ibsen, grande avversario del maschilismo, nel 1888 crea una della sue opere più famose, La Donna Del Mare. Il romanzo è stato, in seguito, pubblicato dalla Einaudi, la casa editrice che ha pubblicato i romanzi più belli e rivoluzionari. Una storia molto suggestiva e dotata di una solida struttura  compositiva.

Il racconto ci conduce in una piccola città della Norvegia settentrionale, dove è situato uno degli incantevoli fiordi, uno dei tratti più caratteristici, affascinanti e poetici delle città norvegesi.
Un lungo percorso psicologico in cui Ellida, figlie del guardiano del faro, scopre di poter aver qualcosa che, per tantissimi secoli, era un privilegio esclusivamente maschile: la scelta, il libero arbitrio, la decisione. Ellida, la seconda moglie del dottor Wangel, nostalgica e amante innata del mare,porta dietro di se un fantasma che la angustia per tantissimo tempo: un matrimonio precedente celebrato col mare assieme ad un altro uomo, Friman. Lei gli disse che era finita, non gli scrive più, ma lui non dà importanza alle sue parole e nemmeno al suo silenzio. Lui disse che, appena poteva prenderla con sé, sarebbe stata avvisata. E, di fronte all’avviso, doveva venire con lui.
“Come mi attira, mi tenta, mi chiama… verso l’ignoto! Tutto l’incanto del mare è concentrato nel suo richiamo”
Dopo molti anni, lo straniero ritorna con l’intenzione. Ellida chiede a Wangel un grandissimo favore: una libera scelta Tra Wangel e lo straniero. Alla fine, appena Wangel gli concede il libero arbitrio, lei rinuncia a seguire l’uomo e sceglie di rimanere accanto al dottore. Un romanzo molto cerebrale, attuale e oggetto di lunghe riflessioni.
Questa storia è rivoluzionaria ed è dotata di una grandissimo insegnamento. La donna è un essere umano dotata in un cervello e di una coscienza e, di conseguenza, può gestire la sua vita come vuole, senza imposizioni esterne. Anche la donna deve avere il diritto di scegliere in maniera responsabile.