I dieci libri impossibili da leggere



Premesso che la letteratura non è una scienza esatta e che l’editoria è qualcosa di ancora più impreciso, andiamo oggi a parlare dei dieci libri che  molti non riescono a finire.

La classifica l’ha pubblicata il Guardian e ha fatto molto scalpore anche perchè non mancano i grandi classici, ritenuti dalla nostra società effimere e immediata,  troppo complessi da interpretare.

Così il lettore moderno sembra proprio incapace di portare a termine la lettura di  Dall’Etica di Spinoza, Il Capitale di Marx, Sotto il vulcano di Malcolm Lowry, Finnegans Wake di James Joyce, L’uomo senza qualità di Robert Musil,  Petrolio di Pier Paolo Pasolini, Cent’anni di solitudine di Gabriel Garica Marquez, Sulla Strada di Kerouac et simili.

Il lettore moderno preso d’assalto dai manualetti di cucina della Parodi accantona quindi la prosa introspettiva di Joyce, la lotta di classe di Marx, il realismo magico di Marquez e la scrittura bop della Beat Generation.

E’ anche vero che le librerie moderne, e gli editori contemporanei, sono un plauso alla semplificazione, dai libri di Totti, a quelli di Fabio Volo, passando per le onnipresenti sfumature di qualsiasi colore venga in mente alla libido. C’è sempre meno da fare quindi, la letteratura perde terreno, destinata a impolverarsi dietro scuse del tipo “lo dice anche il Guardian, è scritto sul Corriere della Sera,  quindi se non lo finisco va bene”.

Come diceva Pennac ogni lettore ha diritto a finire o non finire un libro, ma leggere fino in fondo un classico ha tutto un altro sapore rispetto alla lettura di un volume di Fabio Volo, o almeno questo è quello che penso perchè devo ammettere di non essere mai riuscito a finire un libro di Volo…