I Rotoli del Mar Morto: dalle caverne alla rete



I Manoscritti del Mar Morto, conosciuti anche come Rotoli del Mar Morto, sono stati rinvenuti nei pressi del Mar Morto. Qui, in undici grotte dentro e intorno al Uadi di Qumran, vicino ad un antico insediamento sulla riva nord occidentale del mar morto, tra il 1947 e il 1956, furono ritrovati quasi 900 documenti.

Questa raccolta di testi, scritta su pergamena e papiri, in ebraico, aramaico e greco, ha una grande valore religioso e storico perché comprende alcune delle uniche copie superstiti e note dei documenti biblici prodotte prima del 100 A.C. che conservano quindi la testimonianza della fine del tardo giudaismo delSecondo Tempio.

Secondo tradizione i Rotoli del Mar Morto vengono divisi in tre gruppi: manoscritti “biblici” (copie di testi dalla Bibbia ebraica), circa il 40% dei rotoli identificati; manoscritti “apocrifi” o “pseudepigrafici” (documenti noti del periodo del Secondo Tempio, come Enoch, Giubilei, Tobia,Siracide, salmi non canonici), circa il 30% dei rotoli identificati e i  manoscritti così detti “settari”, che descrivono le norme e le credenze di un particolare gruppo o gruppi all’interno della maggioranza ebraica come la Regola della Comunità e il Rotolo della guerra,circa il 30% dei rotoli identificati.

Ora grazie all’iniziativa del Museo Israel di Gerusalemme,dove sono attualmente conservati i manoscritti, e Google, che ovviamente si è occupata della digitalizzazione dei  preziosi testi, è ora possibile consultare  on line alcuni rotoli. Ora i più curiosi potranno quindi dare un ‘occhiata, seppur virtuale, a dei documenti di valore inestimabile e apprezzarne il loro significato sia esso storico o religioso.

In pratica, grazie a questa delicata operazione,  i rotoli del Mar Morto sono diventati uno dei più antichi e- book della storia dell’uomo.