Il Cane di Dio di Diego Marani



Ogni volta che si parla di Diego Marani e dei suoi libri si tende a precisare che l’autore ferrarese lavora alla Commissione europea dove si occupa di politica del multilinguismo, e forse, per deformazione professionale aveva scritto Nuova Grammatica Finlandese… ma stavolta ci occupiamo invece del suo lavoro più recente, cioè Il Cane di Dio, pubblicato da Bompiani.

Protagonista del libro è un tale Domingo Salazar, nato ad Haiti, ma cresciuto a Bologna per poi essere spedito a Roma, Beirut e Amsterdam, per lottare contro eutanasia e aborto in una Repubblica cattolica oscurantista da buon detective servo del padrone, sempre oppresso però dall’inquietudine interiore del  suo mondo.

La trovata è abbastanza fantascientifica, almeno per chi non ha fatto il callo alle teorie di Dan Brown, ed è un peccato che un autore di tale livello si misuri in certe trame, dove il protagonista del libro, un orfano che diventa agente segreto pontificio resta sempre un domini canis, un servitore di dio, ma tutto il libro, o almeno gran parte delle 176 pagine, sembrano essere state scritte apposta per difendere le idee alla base della storia, non curandosi però troppo della sua credibilità.

E visto che il sottotitolo vuole “La prima avventura di Domingo Salazar detective al servizio di Dio” si deve temere, forse, un suo seguito, se Dio, pardon, il mercato vorrà.

Diego Marani è nato a Ferrara nel 1959. Funzionario internazionale, lavora presso la Commissione Europea, dove si occupa di cultura e di lingue. Nel 2000 è uscito per Bompiani il suo primo romanzo, Nuova grammatica finlandese, che gli è valso il Premio Grinzane Cavour. Sono seguitiL’ultimo dei vostiachi (Bompiani 2002, Premio Campiello – Selezione Giuria dei Letterati e Premio Stresa), L’interprete (2004), Il compagno di scuola(2005, Premio Cavallini), Come ho imparato le lingue (2005), Enciclopedia tresigallese (2006). Nei Tascabili Bompiani sono usciti A Trieste con Svevo(2003) e La bicicletta incantata, pubblicato in cofanetto con il film di Elisabetta Sgarbi, Tresigallo- Dove il marmo è zucchero (2007).