Il corpo umano di Paolo Giordano



Potrebbe essere un predestinato Paolo Giordano che, dopo la vittoria del Premio Strega con La Solitudine dei numeri primi, libro diventato anche film, torna ora a pubblicare con Mondadori la sua nuova opera, intitolata Il Corpo Umano, godendo nuovamente di un successo di critica a priori.

Dando una rapida occhiata in giro il plauso critico verso Il Corpo Umano è generale, e diversi esperti parlano, senza ombra di dubbio, della conferma di un talento. In breve in questo Il Corpo Umano Paolo Giordano racconta le storie di alcuni soldati italiani in missione di pace in Afghanistan. Abbiamo così il simil rambo Cederna, il controverso Itri, l’umano Mitrano e il virtuale Torsu.

Lo scrittore rimane fedele alla vita militare, alle armi, alla disciplina, al linguaggio decisamente greve, in una terra, l’Afghanistan, che si presta decisamente bene a diventare specchio dell’inferno in terra.

Un libro che piacerà molto a qualcuno e poco a qualcun’altro, troppo standard, ma il giusto per apprestarsi a diventare un classico di questi nostri confusi tempi moderni.

 
“Nel dicembre del 2010 ho intrapreso un viaggio in Afghanistan insieme ai militari italiani, con l’idea di scriverne un breve reportage. Per pura coincidenza, o per destino, ho raggiunto un avamposto ancora poco esplorato dai civili a sud del Paese, nel distretto del Gulistan, al centro di un deserto circondato da montagne. Alla fob “Ice” – questo il nome dell’avamposto – ho incontrato ragazzi della mia età. Mi sono accorto che, se è vero che ogni generazione ha la sua guerra, il conflitto in Afghanistan appartiene alla mia. Ho immaginato me stesso al posto dei soldati, in quel contesto paradossale, e al ritorno ho iniziato a scrivere “Il corpo umano”. L’energia delle suggestioni che avevo ricevuto in appena dieci giorni trascorsi laggiù si è rivelata più forte di ogni paura o riluttanza e mi ha trascinato fino al termine, un anno e mezzo dopo. Il risultato è un romanzo di guerra, anzi, un romanzo sulla guerra, nelle sue molteplici incarnazioni: la guerra propriamente detta, quella dell’Afghanistan; la guerra dei rapporti intimi, affettivi e famigliari; e la guerra, invisibile e pericolosissima, contro se stessi. I molti personaggi della storia sono ognuno alle prese con il doloroso passaggio fra l’essere giovani e il ritrovarsi d’un tratto adulti, cambiati, con responsabilità che ancora non vorrebbero o non sono pronti ad assumere.”

Paolo Giordano (Torino 1982) è laureato in fisica teorica. Con La solitudine dei numeri primi, suo romanzo d’esordio e bestseller internazionale tradotto in più di quaranta lingue, ha vinto tra gli altri il premio Strega 2008 e il premio Campiello Opera Prima.