Intervista a Gordiano Lupi: alla scoperta della letteratura cubana



Nel nostro consueto spazio approfondimento domenicale di Libri 10, oggi non vi segnaliamo nessun libro, ma andiamo ad affrontare un argomento nuovo, una letteratura straniera, quella cubana, facendo due chiacchiere con Gordiano Lupi. Gordiano Lupi è il direttore Editoriale delle Edizioni Il Foglio casa editrice che offre grande spazio alla letteratura cubana, ma è anche il traduttore ufficiale di Yoani Sanchez, oltre che, ovviamente un grande esperto e appassionato di lettura dell’Isola.

Ciao Gordiano, puoi introdurre brevemente, ai nostri lettori, la tua figura in relazione alla cultura cubana?

Domanda difficile. Mi occupo di cultura cubana in senso lato dal 1998. Per cultura intendo musica, santeria, politica, letteratura (poesia e narrativa). Apprezzo maggiormente la letteratura cubana dell’esilio e la letteratura dell’isola che non si fa condizionare dal governo. Non amo i poeti cortigiani e sono convinto – insieme a Heredia – che i poeti siano capaci di far tremare i potenti, molto più degli eserciti.

La letteratura cubana è, purtroppo, un argomento poco noto ai più, puoi darci qualche accenno generale alla storia del paese? La letteratura è cambiata con l’avvento di Castro? Esiste una letteratura della migrazione, come ad esempio quella polacca?

La vera letteratura cubana è quella che Castro non vorrebbe far leggere a nessuno! La storia della letteratura cubana è cambiata con il famigerato discorso agli intellettuali del 1970: “All’interno della Rivoluzione tutto, fuori della Rivoluzione niente!”. Contemporaneamente Che Guevara disse che gli intellettuali erano macchiati del peccato originale e per questo dovevano redimersi. Il loro maggior peccato era quello di non essere fedeli alla linea, di scrivere e parlare troppo, di essere pericolosi. Un libro non serve a niente se non è pericoloso. La Rivoluzione Cubana comincia a confinare i veri intellettuali: Heberto Padilla, Reinaldo Arenas, Virgilio Piñera, José Lezama Lima… per recuperarli (spesso) soltanto dopo morti, normalizzandoli e inserendoli nel solco rivoluzionario, quando non possono più difendersi e non sono in grado di far valere la loro vera natura. La letteratura cubana del’esilio presenta grandi nomi come Guillermo Cabrera Infante (Premio Cervantes, morto esule a Londra), Zoé Valdés (vive a Parigi), Amir Valle (in Germania è famoso per la novela negra), Carlos Alberto Montaner, Felix Luis Viera (è in libreria La patria è un’arancia edito da Il Foglio Letterario), William Navarrete, Rafael Bordao… Dimentico sicuramente qualcuno. Pubblicheremo alcuni di questi autori nella collana latinoamericana delle Edizioni Anordest della quale sono stato nominato direttore editoriale. Nell’isola ci sono ottimi autori che non si fanno condizionare dal regime: Orlando Lazo Pardo, Yoani Sanchez, Leonardo Padura Fuentes, Pedro Juan Gutierrez. Ma purtroppo esistono anche squallidi personaggi come Abel Prieto e l’Indio Naborì, opportunisti che una volta finito il comunismo scompariranno nel nulla.

Puoi consigliarci, secondo la tua opinione, qualche libro fondamentale, ideale per chi voglia cominciare a prendere confidenza con questa letteratura?

Fuori dal gioco di Heberto Padilla (si può scaricare gratis dal mio sito www.infol.it/lupi, mi è costato un’estate di lavoro), è il libro che segna la frattura tra intellettuali e potere. Tutto Lezama Lima, ma soprattutto Paradiso (in Italia è pubblicato negli Struzzi Einaudi). Il teatro dell’assurdo (prima di Beckett e di Ionesco) e l’opera poetica di Virgilio Piñera, ma anche il suo struggente La carne di Renè (edito in Italia ma introvabile). Heredia, grande poeta cubano del passato, purtroppo inedito in Italia. Le opere per ragazzi di José Martí, che in parte ho tradotto e che prima o poi pubblicherò. Il romanzo della mia vita di Leonardo Padura Fuentes, che racconta la vita di Heredia ma critica il potere di oggi. La Trilogia dell’Avana sucia di Pedro Juan Gutierrez. Il lavoro vi farà uomini di Felix Luis Viera (L’ancora del Mediterraneo), che racconta la tragedia delle UMAP, ma anche La patria è un’arancia (il Foglio), che fa rivivere il dolore di un esiliato. Caffè Nostalgia di Zoé Valdés (Frassineli, ma è esaurito). I Cuentos casi completos di Calvert Casey, editi da poco in Messico.  La moglie del colonnello di Carlos Alberto Montaner (uscirà nel 2012 per Edizioni Anordest). Alcuni libri di Alejandro Torreguitart come Machi di carta, Vita da jinetera e Adios Fidel sono interessanti, anche se non molto letterari, per capire la Cuba di oggi. Ci sono molti altri libri importanti, ma lo spazio non è infinito…

Puoi dirci qualcosa in merito riguardo alla poesia cubana, alle sue tematiche e ai suoi esponenti?

La poesia cubana è molto interessante e variegata. Si va dal classico Heredia, alla poesia ermetica di Lima e Piñera (indispensabile il poemetto La isla en peso), ma anche a contemporanei come Orlando Pardo Lazo che scrivono narrativa in forma poetica e versi liberi sulla vita quotidiana. Pedro Juan Gutierrez è famoso per la poesia visiva e per i suoi versi duri e spietati che narrano i problemi della Cuba di oggi. Felix Luis Viera è un poeta importante che vive in Messico e ha appena pubblicato la sua opera definitiva: La patria è un’arancia. Rafael Bordao dirige Sinalefa, una rivista di letteratura a New York e scrive poesie dedicate alla sua terra lontana e alla speranza di libertà. La tematica della letteratura cubana della diaspora è molto politica e i suoi esponenti usano i versi – quasi sempre liberi – per narrare la lontananza, il dolore, la speranza di un domani migliore e finalmente libero. Wiliam Navarrete è un poeta cubano che vive a Parigi che si distingue per tematiche classicheggianti e ispirate a miti passati, molto colto e raffinato, poco incline a mescolare poesia e politica.  

In conclusione, qual è il tuo libro preferito?

Tutto Guillermo Cabrera Infante, dal primo libro all’ultimo, che ho letto in lingua originale e che ho trattato in una biografia romanzata ancora inedita. Il suo lavoro più importante resta Tre tristi tigri (in Italia si trova nella collana de Il Saggiatore), ma anche L’Avana per un infante defunto è notevole (Rizzoli, ma è esaurito). Per non parlare degli inediti La ninfa incostante e Ella cantaba boleros. A quel che so, Minimum Fax ripubblicherà i volumi di Cabrera Infante a partire dal 2012. Saggia decisione! Riscopriremo un grande autore ispanico.

Ringraziamo Gordiano Lupi per la gradevole chiacchierata letteraria.