Intervista a Walter Lazzarin, autore di A Volte un bacio



Walter Lazzarin è l’autore di A Volte un Bacio, libro che stiamo attualmente leggendo qui in redazione, ma è anche l’autore che consigliamo per questo Natale visto il suo innato spirito, ma andiamo a vedere meglio in dettaglio.

Lazzarin per l’occasione, sotto Natale, diventa più buono e ha accettato di farsi intervistare, concedendosi un po’ del suo tempo…

Ciao Walter, non si può fare a meno di notare che nel tuo primo romanzo il protagonista finisce in un’isola in cui ad amministrare la politica è un team di professori: ti sei ispirato a Mario Monti e al suo Governo tecnico?

No, la prima stesura del romanzo è del 2005 e a quell’anno risale un’altra mia profezia, che si è poi avverata.

Sei peggio dei Maya quindi, ma non fare il misterioso, confidaci l’altro tuo segreto di Padova?

Avevo scritto un racconto lungo, parlavo dei tempi del Liceo, e in particolare di una serata alcolica in cui un ragazzo finisce a sognare, e sai cosa sogna?

Direi di no, come possiamo saperlo?

Sogna che i guerrieri bianconeri, guidati da una triade di generali in combutta con tizi fischiettanti, combattono in modo illegale contro i ribelli dell’Internazionale e perdono finendo nell’isola dei Retrocessi.

Insomma, hai anche tu un difetto, sei interista?

Il calcio è dunque una delle tue passioni, l’associ alla letteratura?

Nel romanzo su cui ora sto lavorando parlo di calcio, letteratura e calcio, tra gol e Gogol.

Torniamo ai tuoi lavori già pubblicati, al libro con cui hai esordito, a distanza di un anno dall’uscita come lo vedi?

“A volte un bacio” è la storia di un periodo che ho vissuto, perciò ci sono parecchio legato – se potessi vivere sempre e solo a una certa età sceglierei i miei 21 anni.

E la tua raccolta di racconti?

“21 Lettere d’amore” fa forse capire quanto io sia calvinista, cioè amante dei giochi letterari come era Italo Calvino.

Il tuo punto di riferimento?

No, semplicemente un amico con cui confrontarsi.

Buon Natale Walter e grazie