La Linea Della Vita di Hanna Krall



Ha tre piani, è intonacato, ha il tetto spiovente sorretto da una capriata di legno, ha un atrio centrale, ha la pianta rettangolare. È stato costruito quattrocentosettanta anni fa. Si innalza su scantinati profondi, vasti, tortuosi come un labirinto. Il palazzo fu costruito in circulo civitatis. Il che avrebbe dovuto voler dire «nel centro del mondo», invece significa a malapena: nella cerchia cittadina. Il suo primo proprietario fu, nel sedicesimo secolo, il mercante di spezie Jan Aromatarius. Nel secolo diciannovesimo divenne di proprietà dei coniugi Arnsztajn — Franciszka e Marek. Lei poetessa, lui dottore in medicina. Il secolo finiva, e marito e moglie decisero di farsi un ritratto per ricordo. Scelsero un apprezzato studio fotografico — Atelier Photographique (anche l’indirizzo era in lettere d’oro: Faubourg de Cracovie, Krakowskie Przedmiescie).

Comincia così, in questo modo,  La Linea della Vita, libro di Hanna Krall, portato in Italia, tempo fa dalla Giuntina. E’ la storia di un palazzo, o meglio di un micro verso studiato così a fondo e trasportato su carta, da poter idealmente rappresentare una nazione, in questo caso la Polonia. Infatti in questo incipit serrato e autentico vi si può trovare tutta l’abilità di questa grande scrittrice, ossessionata dai dettagli delle piccole storie di persone comuni.

La linea della vita è un racconto, ad ampissimo respiro, ambientato nella Polonia orientale, in  un palazzo di Lublino costruito nel Cinquecento, all’apice dello splendore nazionale quando sul suolo polacco tutte le religioni erano ammesse e tollerate, in vero e proprio melting pot ante litteram. Ma la Storia, quella degli uomini, non quella delle Nazioni ha in mente altro, e sa essere crudele sui campi di battaglia quanto nel cortile di un giardino.

Una lettura vivamente consigliata sia per la sua prosa, maniacale per scrupolo, che per tematica, assolutamente universale.

Hanna Krall è nata il 20 maggio 1934 a Varsavia ed è considerata una delle migliori scrittrici polacche contemporanee.  In Italia sono usciti per Giuntina: Ipnosi e altre storie (1993), La festa non è la vostra (1995), Il dibbuk e altre storie(1997) e La linea della vita (2006).