La linea della vita e Una Casa a Brooklyn Heights, un destino letterario



Non capita spesso di trovarsi a leggere due libri che sembrano danzare tra di loro. E’ altrettanto vero che non mi capita spesso di raffrontare due libri, e ancora più raramente si possono elogiare due libri così vicini e così lontani tra loro. Lontani per tematiche, stile e cultura ma accomunati da un qualcosa che si ritrova solo nella letteratura. In quel genere letterario maestro che, affascina, guida, addormenta e risveglia i sogni della mente. I due autori in ballo sono: Hanna Krall e Truman Capote
Lontani per formazione e per vita, così come sono lontane la Polonia e l’America, accomunati e allontanati, per caso dalle magnifiche pagine di due loro libri:
La linea della vita e Una casa a Brooklyn Heights.
Raccontano entrambi di luoghi, di luoghi della memoria, di paesaggi dell’anima parlando però di due anime differenti e di  diversi passaggi di vita. Mi è capitato così per caso di leggerli quasi in contemporanea, strano scherzo del destino, e mentre le pagine correvano vedevo come entrambi gli autori fossero capaci, partendo da una descrizione mnemonica, di intrappolare la vita altrui nelle loro pagine.
La linea della vita, per l’appunto è il libro di Hanna Krall, ambientato in uno storico palazzo di Lublino, dove la vita scorre, dentro e fuori l’edificio, dove nascono bambini senza unghie e dove le bambine parlano a Dio dandogli del tu.
Una casa a Brooklyn Heights, potrebbe benissimo essere il palazzo di Lublino, solo che è Capote e la Storia è quindi meno tragica a scorrervi attorno. Non qui la tragica Polonia ma l’America borghese coi suoi personaggi eccentrici, dalla spia russa in incognito, a Knapp l’antiquario, fino al finale tra tuoni e cobra.
Questi due libri vanno di pari passo, in direzioni opposte ma seguono la stessa linea, quella della letteratura.

La linea della vita
Hanna Krall
Edizioni la giuntina
euro 13

Una casa a Brooklyn Heights
EdizionI Archinto
euro 10 e 50