Là non è qua di Jurij Druznikov



 

Sempre di domenica torniamo invece a parlare di libri, che per un motivo o per l’altro dovreste proprio leggere. Parliamo oggi di là non è qua, pubblicato da Barbera editore nella collana Radio Londra.

Cominciamo con il dire che l’architettura di un libro è cosa fondamentale che il più delle volte viene oggigiorno dimenticata se non addirittura ignorata in Italia.
Una raccolta di racconti, deve per forze essere ben architettata.
Qui, in questo libro di Druznikov la forza dello scomparso scrittore russo sgorga dirompente nella sua semplice quanto geniale struttura.
Jurij Druznikov, intellettuale russo esule dal 1987 negli Stati Uniti, candidato nel 2001 al premio Nobel per il suo lavoro più noto, ovvero “Angeli sulla punta di uno spillo”, questa volta ci offre una sua personalissima mostra antologica letteraria. Un’ esposizione del suo mondo che grazie alla sua prosa polivalente arriva a coincidere, sovvrapponendosi per tutta la durata della lettura, con il nostro mondo. L’ autore separa e divide, mescola e gioca le sue due anime letterarie: quella americana d’adozione e quella russa d’origine.
Due grandi letterature che sono qui messe a confronto, sbeffeggiate, osannate e celebrate contemporaneamente come solo un grande scrittore sa fare.
Si comincia con il Là, che in questo caso sono gli Stati Uniti, dove la prosa risulta semplice e diretta per raccontare le tematiche contemporanee di un mondo globalizzato per manie e fobie.

Ci si trasferisce poi Qua, ossia la Russia, in quel passato non molto lontano ricco di grandi autori. E fin qui il gioco sarebbe semplice, ma Druznikov ci dimostra nell’ultima parte del suo trittico, intitolata Qua è là, tutta la sua bravura e aprendoci le porte del suo universo letterario.

Grazie Mister Druznikov, gran conoscitore di Witkiewicz!