La Solitudine dei Numeri Primi, romanzo di formazione firmato Pietro Giordani



In giorni in cui il Festival del Cinema di Venezia sta richiamando tutta l’attenzione di stampa e grande pubblico, ci sembra giusto citare uno dei libri che, dopo aver ottenuto il Premio Strega nel 2008, è riuscito ad approdare all’adattamento cinematografico grazie alla regia di Saverio Costanzo, in concorso alla 67° edizione della Mostra.

Stiamo parlando de La Solitudine dei Numeri Primi, romanzo d’esordio del ventisettenne Paolo Giordano, elogiato da mass media e stampa per un debutto che ha richiamato l’attenzione di gran parte dei lettori della Penisola.
Incentrato sulle vite dei due protagonisti, Mattia e Alice, La Solitudine dei Numeri Primi rappresenta un percorso di formazione che accompagna i due amici durante il passaggio dall’infanzia, all’adolescenza fino all’età adulta.

Un’esistenza segnata da avvenimenti dolorosi e traumi indimenticabili, ma sempre vincolata da quel legame inscindibile che unisce i protagonisti.

Tra scomparse, incidenti e l’anoressia che trascina Alice in un tunnel privo d’uscita, alla base del romanzo si stabilisce proprio la solitudine di queste giovani vite accomunate dall’essere ‘numeri primi’, indissolubili ma eternamente divisi.