Le case degli italiani sono senza libri



Oggi su Italians, la popolare rubrica on line del Corriere della Sera curata dall’autorevole giornalista Beppe Severgnini, ci si occupa, nemmeno a farlo apposta dei nostri amati amici, i libri, o  meglio si parla della mancanza dei libri nelle case degli italiani, ecco qui un breve brevissimo estratto:

” Qualcuno dice che i libri costano troppo, qualche altro dice che non vi sono più autori di livello, altri lamentano l’assenza di direttori editoriali di livello nelle case editrici, oppure denunciano la deforestazione”.

E’ purtroppo tristemente vero, il nostro è un paese che non legge, e se lo fa legge poco o male, salvo uno zoccolo di lettori forti. Nelle librerie si trovano più personaggi televisivi che scrittori importanti e le classifiche sono scalate dalle erotiche sfumature di grigio, che poi a pensarci bene il grigio è il colore meno erotico del mondo e solo il decennio degli anni zero poteva partorire qualcosa del genere.

I libri, da noi , sono relegati al margine della società. Scrivono e pubblicano i mezzi busti che ripetono nei loro volumi le volontà comode, lontano dall’Uomo a una dimensione di Marcuse o da Porci con le ali e attenzione che, chi sta scrivendo, al momento, non ha fatto il 68 per ovvi motivi anagrafici ma si è sopportato tutte le varie saghe e saghette, per non dir di peggio, di Harry Potter, Twilight e grigi vari.

Siamo lontani, per fortuna, ma nemmeno troppo dal futuro di Fahrenehit 451, dove Bradbury “bruciava” i libri perché pericolosi, ma nella nostra realtà è successo di peggio, l’importanza del libro è stata disinnescata.

L’artificiere? Facile a dirsi: noi stessi, che ci siamo piegati fin troppe volte, non curanti ad ogni bruttura sociale ripetendoci sconsolati, passerà vedrai che passerà… se volete rimonciare, il consiglio di oggi, è quello di leggere un Buon libro, sì con la B maiuscola di buon, Ferdydurke di Gombrowicz, aiuterà, se mi credete, vi aiuterà.