Libri Cult: On The Road di Jack Kerouac



Oggi parliamo di un libro che, se contestualizzato come dovrebbe, è stato così innovativo, da diventare oggi giorno un classico. L’opera in questione è On the Road ( da noi conosciuto anche come Sulla Strada), di Jack Kerouac, un romanzo che i detrattori definiscono senza trama e buono per vendere jeans.

Eppure, nella letteratura americana del secolo scorso, Kerouac, grazie e sopratutto a questo romanzo, è diventato un punto di riferimento. I suoi successori, dopo di lui, avevano solo due scelte, farlo alla Hemingway, il grande padre putativo della literature made in Usa, o appunto alla Kerouac, cioè come  il figlio ribelle che ha stravolto e sconvolto schemi, letterari e sociali con un semplice romanzo. On the Road è un libro che è un viaggio, un libro che descrive un viaggio, non importa dove, ma  bisogna andare, perchè una delle lezioni di Kerouac è proprio questa. Tutto ciò mi ricorda la storiella yiddish dove ad un uomo, interpellato, su cosa sapesse far bene, risposte “so far bene quello che sto facendo adesso” e davvero, non c’è da sorprendersi  troppo perché Kerouac, per strappare e sbrindellare schemi come se  fossero jeans è stato un attento scrittore, amante della letteratura russa, ma classica in generale e della filosofia…

Tutto cominciò così:

“La prima volta che incontrai Dean fu poco tempo dopo che io e mia moglie ci separammo. Avevo appena superato una seria malattia della quale non mi prenderò la briga di parlare, sennonché ebbe qualcosa a che fare con la triste e penosa rottura e con la sensazione da parte mia che tutto fosse morto. Con l’arrivo di Dean Moriartry ebbe inizio quella parte della mia vita che si potrebbe chiamare la mia vita lungo la strada. Prima di allora avevo sempre sognato di andare nel West per vedere il continente, sempre facendo piani vaghi e senza mai partire. Dean è il tipo perfetto per un viaggio perché nacque letteralmente sulla strada, quando i suoi genitori passarono da Salt Lake City, nel 1926, in un vecchio macinino, diretti a Los Angeles. Le prime notizie su di lui mi furono date da Chad King, che mi aveva fatto vedere alcune sue lettere scritte in un riformatorio del New Mexico. Mi interessai enormemente a quelle lettere perché chiedevano a Chad in modo così ingenuo e dolce di insegnargli ogni cosa su Nietzsche e tutti i meravigliosi argomenti intellettuali che Chad conosceva. A un certo punto Carlo e io parlammo delle lettere e ci chiedemmo se avremmo mai conosciuto quello strano Dean Moriarty. Tutto ciò accadeva molto tempo fa, quando Dean non era ancora quello che è oggi, ma solo un giovane carcerato avvolto di mistero. Poi arrivò la notizia che Dean era uscito dal riformatorio e stava venendo a New York per la prima volta; si diceva che avesse appena sposato una ragazza di nome Marylou. Un giorno stavo bighellonando per la Città Universitaria e Chad e Tim Grey mi dissero che Dean abitava in un appartamento senza acqua calda corrente nell’East Harlem, la Harlem spagnola. Dean era arrivato a New York la notte precedente per la prima volta con Marylou, la sua bella e vivace pollastrella…”

La foto di Kerouac che vedete è di Tom Palumbo