L’importanza letteraria e culturale di Furore di John Steinbeck



Furore di John Steinbeck, diciamolo fin da subito, è un romanzo che divide. L’opera in questione non lascia certo indifferenti: da alcuni è considerato l’opera più elevata dello scrittore mentre per i denigratori è solamente un noioso libercolo fazioso appartenente al periodo progressista di Steinbeck (autore che ha attraversato diverse fasi).

I temi toccati nel libro sono vari, attuali e scottanti, ad esempio si parla dello sfruttamento dei lavoratori e dello sciopero come mezzo di opposizione al potere precostituito, ma non solo. A guardar bene Furore è anche un libro matriarcale, dove la figura della donna, della madre, è il centro del romanzo perché la madre è la base su sui si basa tutto il nucleo sociale, anche quello di sfortunata e disatrata famiglia Joad.

Già perché Furore è un romanzo che parla anche di disgregazioni familiari, base di partenza per le denunce sociali esposte nel libro nei confronti della miopia dello stato e dell’egoismo incalzante dei singoli.

La storia della famiglia Joad, agricoltori dell’Oklahoma, destinati a cercare fortuna in California è una storia sì appartenente al New Deal americano ma non è di solo questo che parla come i denigratori più indefessi continuano a ostentare.
Partendo da quel periodo di depressione economica e sociale, Furore arriva fino a noi, attuale come non mai tanto che quest’opera, scritta nel 1939, fece vincere al suo autore il premio Nobel per la letteratura nel 1962.

Molto più recentemente Bruce Springsteen, nel 1995 dedicò al protagonista di questo libro uno struggente album acustico: “The ghost of Tom Joad”.

E se proprio non vi basta, aggiungiamo che Jack Kerouac, il padre della Beat Generation, volle rispondere al quesito proposto da Steinbeck nel libro:
“i capifamiglia guardavano su per un attimo, con gli occhi dell’afflizione. S’ha da far fagotto. Viene la trattrice, e un sovrintendente come nelle fabbriche. E dove andremo? Domandavano le donne. Non lo sappiamo. Non lo sappiamo”

La risposta di Kerouac fu:  “Dobbiamo andare e non fermarci finchè non siamo arrivati. Dove andiamo? Non lo so. Ma dobbiamo andare”.

Un libro,i nsomma, che ha influenzato il successivo percorso sociale, letterario e culturale e che merita di essere letto oggi, così avrete modo di farvi una vostra idea personale,anche all’ombra di un ombrellone.

Furore è anche un film di John Ford  nel 1940, adattato per il cinema dallo stesso Steinbeck e da Nunnaly Johnson.