Londra tra le fiamme di Joe R. Lansdale



Se vi ricordate di Ned la Foca e se vi siete chiesti che fine avesse fatto dopo Fuoco nella polvere, beh questo è decisamente un punto a vostro favore perché oggi torniamo a parlare delle avventure surreali, irriverenti e borderline dell’animale protagonista creato dalla fervida mente di Joe R. Lansdale in Londra tra le fiamme.

Ned è dunque tornato e stavolta non è solo perché per fermare un’invasione aliena su Londra ha bisogno di aiuto e il suo improbabile gruppo di amici “salva London” è composto, in maniera più che bizzarra, dalle controparti letterarie, riviste come solo Lansdale saprebbe fare, di Jules Verne, Mark Twain, H.G. Wells, Toro Seduto e altri.

Come ha affermato lo stesso Lansdale: “Londra tra le fiamme è un susseguirsi di sorprese e colpi di scena mozzafiato, un gioco violento che dovrete cavalcare senza l’aiuto di briglie o sella. Quindi rilassatevi, accendete il ventilatore, schiaffatevi sotto le coperte, raddrizzate la schiena, e assaporate questa storia di sigilli dischiusi, di brutali invasori marziani e, anche se è difficile crederlo, di veri eroi. Per non parlare del pesce…”

Questo è l’incipit:

Nella casba di Tangeri, infagottato in un abito bianco pieno di macchie, Samuel Langhorne Clemens – meglio noto come Mark Twain, sudato come un gelato, sbronzo come un bonzo e fetente come un deficiente – se ne stava sdraiato su un materasso floscio da cui cadevano piume e polvere e, alla luce di una lampada, rifletteva sulla scomparsa delle proprie scarpe e sull’enfio cadavere di Huck Finn, la sua scimmietta. Huck giaceva sull’unico scaffale di quella minuscola topaia, tumefatto e ricoperto da grosse mosche bluastre. Dal culo gli ciondolava uno stronzo a forma di fico e altrettanto grosso, e la lingua che gli spuntava dalla bocca sembrava voler strisciare verso luoghi più sicuri. Indossava ancora – glieli aveva fatti infilare lui – il cappellino rosso col laccio sottomento e il panciotto verde, ma non c’era più traccia dei calzoncini scarlatti da cui, per questioni di spettacolo, sbucavano le chiappe nude.
Twain non riusciva a capire perché ci fosse rimasto secco. Restava comunque il fatto che, per qualche arcano motivo, Huck era morto e senza brache e che, in un’ultima esplosione gastronomica, era riuscito a incollare quello stronzo a forma di fico su uno dei due soli libri sullo scaffale – Moby Dick – mentre la sua lingua protesa raggiungeva quasi l’altro volume, Ventimila leghe sotto i mari, scritto da un caro amico di nome Jules Verne.

Un libro divertente, spassoso che può immusonire i crapuloni letterari, da leggere senza pretese all’insegna di un divertissment unico quanto irriverente, vero e proprio marchio di fabbrica di Joe R. Lansdale.

Titolo: Londra tra le fiamme

Autore: Joe R. Lansdale

Editore: Fanucci

Collana: Tif Extra

Traduttore: Luca Conti