Lucio Dalla, il numero primo: un’ originale biografia proposta da Chinaski





“Non sono nato per fare il cantante. Magari tra qualche anno scoprirò per cosa sono nato.Questo fa parte del gioco e mi diverte”e forse lo steso Lucio Dalla si sarebbe divertito a leggere questa biografia semi seria, cioè “Lucio Dalla – Il numero Primo” scritta da Prince Greedy & Episch Porzioni.

I due autori decidono di parlare dell’universo Dalla, come lui avrebbe voluto, forse, in maniera decisamente anti conformista, lontani dalle agiografie dei media, infatti dotati di una conoscenza musicale di livello, le due penne non disdegnano affatto di venare la loro opera con una discreta ironia, mai irriverente, per raccontare in maniera originale la vita e la carriera di uno dei più grandi cantautori italiani di sempre.

Per meglio darvi un’idea della qualità del libro, qui di seguito vi proponiamo l’intro:

“È il primo marzo del 2012. Quello in cuiblablabla calendario Maya, fine del mondoblablabla. È anche il giorno in cui esceWhitney Houston – La Voce Spezzata, scritto insieme al mio fratello di Spuma Prince Greedy. È il giorno in cui in Val di Susa si contano i danni per l’ennesima guerriglia notturna. In un cantiere, ahimè, utile come un secondo aeroporto a Genova. L’Italia sembra sempre sull’orlo di qualcosa, vero? Ma invece tutte le forze vengono convogliate a mantenere lo status quo. Quello inquinato irrimediabilmente.
È anche il giorno in cui è morto Lucio Dalla.
Mi sono interrogato più volte sul mio lavoro di scrittore. Forse, dopo le instant-bio sulla Winehouse e sulla Houston non dovrei nemmeno farmeli certi shampoo. Eppure me lo chiedo ancora, quasi ogni dì.
Siamo becchini avidi?
Siamo la voce neutra della fredda cronaca?
Siamo poveracci che cercano di sbarcare il lunario tenendo d’occhio l’attualità musicale?
Con P. Greedy ne parliamo spesso, nelle nostre serate in cerca di vino e rovine antiche, all’aperto, come a noi piace tenere la mente.
Invariabilmente, dopo averne discusso, anche animatamente, conveniamo che sì, siamo un po’ di tutto quello. E non solo.
Siamo qui a testimoniare.
Filtrando storie con le nostre voci scannate.
La notizia non me l’ha data l’Editore Grasso, stavolta. E nemmeno quello Avido”