Milan Kundera: il suo no all’ebook



C’e chi dice no, come Vasco Rossi, ma lo dice nei confronti degli e-book e così, anche se recentemente lo scrittore americano Thomas Pynchon aveva dato il suo sì, ecco che la guerra degli e-book si scontra con la netta presa di posizione dello scrittore ceco Milan Kundera.

Così l’autore de L’insostenibile leggerezza dell’essere sulle pagine del  Corriere della Sera.

“Il nostro tempo comincia a mettere i libri in pericolo. È a causa di questa angoscia che, da molti anni ormai, aggiungo a tutti i miei contratti, in qualsiasi Paese del mondo, una clausola in base alla quale i miei romanzi non possono essere pubblicati che sotto la forma tradizionale del libro. Affinché li si possa leggere solo su carta, non su uno schermo”.

Secondo il quotidiano questa pretesa, seppur legittima “dell’83enne grande autore francese di origine cecoslovacca ha il valore di nobile testimonianza, di crepuscolare attaccamento a un’era in cui testo e libro erano una cosa sola, ma nessuna clausola potrà fermare la nuova realtà, sia essa migliore o peggiore di quella precedente. L’autore resta padrone del testo; il tipo di libro (cartaceo o elettronico) lo scelgono i lettori”.

Milan Kundera ha studiato filosofia e musica a Praga,  nel 1958 si è laureato alla Facoltà di Arti Cinematografiche FAMU, dove in seguito tenne corsi di letteratura.Nel 1979, a seguito della pubblicazione de Il libro del riso e dell’oblio, gli venne tolta la cittadinanza cecoslovacca. Nel 1981, grazie a un interessamento da parte del presidente francese François Mitterrand, ottenne  quella francese. E il suo no all’ebook non è l’unico in campo letterario, infatti dopo la Primavera di Praga le sue opere sono state proibite in Cecoslovacchia; i suoi romanzi più recenti li ha scritti in lingua francese e non ha concesso a nessuno i diritti di traduzione in lingua ceca.