Nazi Paradise di Angelo Petrella



Cosa lega storie di nazi e di sbirri, di ultras, di hacker, di tossici, di combattimenti di cani, di infiltrati di papponi tra di pestaggi e tradimenti?

La risposta la trovate nel libro di Angelo Petrella, pubblicato tempo da da Meridiano Zero, editore cult del noir internazionale e italiano che ha fatto di questo genere il suo stile editoriale.

Il protagonista del libro con tanto di svastica tatuata sul braccio e rigorosa testa rasata,si guadagna da vivere craccando i siti delle banche, per poi dividersi tra la curva e le chat erotiche.

Ma con un titolo come questo e vista la caratterizzazione del personaggio non può mancare la politica, qui è quella del Fronte, dove l’ideologia si mescola alla violenza.

L’idea è sicuramente forte, d’impatto, così come il linguaggio.
Non per niente sulla copertina del disco c’è l’etichetta del Parental advisory, usata nell’editoria musicale per avvertire i genitori dei giovani acquirenti che lì dentro c’è qualcosa che scotta eccome, perché in definitiva cosa potete aspettarvi da un nazi hacker incastrato da un ramo corrotto della polizia?

 

Putrella ci porta una storia a volte estrema dove la violenza dello stadio non è considerata sfogo ma (sigh) premio e l’aggregazione un valore assoluto della vita sociale e moderna.

 

Segnaliamo, all’interno di questa vicenda,  il cineforum Nazi dove i personaggio del libro si ritrovano a guardare quel capolavoro di Quadrophenia degli Who.

 

Lineare nello sviluppo della trama, da manuale, i personaggi seppur estremizzati non risultano stereotipi in una Napoli lontana, anzi lontanissima dal luogo comune di  città cartolina.
Petrella devasta ogni confine tra il bene e il male, tra buoni e cattivi, per raccontarci una città dove più non esistono certezze.