Palude di Antonio Pennacchi



Sedici anni fa questo era sicuramente un libro più profetico, anche se la decadenza dei nostri tempi l’ha un po’ appiattito ma tant’è, Palude di Antonio Pennacchi resta sempre un buon leggere e va, come anticipato, contestualizzato.

Questa è la storia di uomo che si gioca la sua vita tra i campi da gioco e non dell’Agro pontino, tra la via Appia e i monti Albani,  un uomo sano pronto a mordere la vita e gli avversari tanto che ora indossa incisivi di porcellana perché i suoi denti sono rimasti attaccati alle ginocchia dei vari attaccanti che ha affrontato giocando da portiere.

La sua vita trascorre tra  la fabbrica, il sindacato, il partito, i campi da calcio, il bar, gli amici, le partite a carte e le bevute, ma in fondo si sente trascinato in basso, come in una palude. Questo volume, presentato per la prima una quindicina di anni fa da Donzelli viene ora ripubblicato da Baldini Castoldi e Dalai in virtù della n uova fame del suo autore Antonio Pennacchi, premio Strega lo scorso anno con Canale Mussolini.

In un certo senso possiamo dire che proprio qui, in questa sua vecchia opera affondano, le nuove radici del successo pennacchiano. Un libro dove non mancano soubrette nei palazzi governativi, scosse di terremoto e strani trapianti di organi che trasferiscono l’anima da un paziente al’altro.

Scrittore e ex operaio, Antonio Pennacchi esplora ancora una volta le sue radici e la sua vita con Palude, una storia che ha l’emozione e l’intensità di un racconto sussurrato vicino ad un focolare.

Titolo: Palude

Autore: Pennacchi Antonio

Editore: Dalai Editore

Collana: Romanzi e racconti

Data di Pubblicazione: 2011

ISBN: 886620241X

ISBN-13: 9788866202417

Pagine: 238

Formato: rilegato

Reparto: Narrativa > Narrativa contemporanea