Poesie sparse pubblicate in vita di Paul Celan



Una poesia quella del poeta romeno sicuramente da riscoprire perchè rappresentante unica di un punto di svolta, nel panorama poetico europeo, laceratosi dopo il crollo storico del 900, un secolo breve puntellato da troppi orrori.

Paul Celan non vuole descrivere, ma camminare, ripercorrendo quanto è stato, costringendo la lingua, quella del poeta a un assordante mutismo, lavorando tanto sulla forma, quanto sul contenuto e proprio questa serie di poesie, curate da Dario Borso, fugge dalla mancanza di un senso, in un percorso simbolico dove la distruzione sociale, o di un certo tipo di società, non può che essere inevitabile.

Celan sovverte quindi la lingua, da strumento di comunicazione a simbolo ultimo di incomunicabilità, portando il suo lettore a interrogarsi sul significato del tutto, ma come si può parlarne e in che modo, se non usando un linguaggio poetico destinato a diventare  vortice?

 

COME IL TEMPO SI DIRAMI,

il mondo più non sa.

Dove intona l’estate,

un mare ghiaccia.

 

Donde vengano i cuori,

sa l’oblio.

In cassa, armadio e scrigno

il tempo cresce vero.

 

Forma una bella frase

di grande dispiacere.

In quel determinato posto

sarà certo per te

 

 

 

Andrea Zanzotto ha voluto scriverne: “Celan rappresenta la realizzazione di ciò che non sembrava possibile: non solo scrivere poesia dopo Auschwitz ma scrivere ‘dentro’ queste ceneri, arrivare a un’altra poesia piegando questo annichilimento assoluto, e pur rimanendo in certo modo nell’annichilimento. Celan attraversa questi spazi sprofondati con una forza e una dolcezza e un’asprezza senza paragoni”.

Paul Celan
Poesie sparse pubblicate in vita
Casa Editrice: Nottetempo, 2011
Collana: gransassi
Traduttore: Dario Borso
Pagine: 160
ISBN: 978-88-7452-330-6