Prigionieri del Paradiso di Arto Paasilinna



Parliamo oggi di uno degli ultimi lavori di Arto Paaasilinna, scrittore finlandese diventato vero e proprio culto letterario nel nostro paese, pubblicato qui da noi da Iperborea, casa editrice da seguire sempre con piacere. Prigionieri del Paradiso è un libro che risponde in maniera originale alla classica domanda: Cosa vi portereste in un’Isola deserta?

Paasilinna che nelle sue opere decanta e divulga il ritorno dell’uomo alla natura, qui sorprende non poco, ma a dire il vero è un autore mai banale, semplice e diretto nello stile ma dotato di un punto di vista privilegiato sul mondo, come solo i grandi autori sanno avere.

La vicenda vede  un aereo, su cui viaggia una missione dell’ONU, costretto a un ammaraggio di fortuna in un angolo sperduto dell’arcipelago indonesiano. La delegazione dell’Onu è composta e colorita da diverse sfaccettature dell’umanità, abbiamo infatti una  combriccola di infermiere svedesi, taglialegna e ostetriche finlandesi, medici norvegesi, piloti e hostess inglesi, molto ma molto lontani dagli stereotipi delle barzellette italiche.

L’inizio potrebbe ricordare forse le fortune di Lost, il famoso telefilm, ma il libro è originale,  pervaso com’è dal caustico e personale stile di Paasilinna, risultando spassosissimo, ad esempio nel brano che vuole la costruzione di una distilleria clandestina.

Già perché questi Prigionieri del Paradiso si presenta agli antipodi del suo famoso L’anno della Lepre, qui il ritorno alla natura è forzato e il paradiso fa presto a diventare una prigione; il mondo allora si capovolge, per ricostruire una società e i suoi dogmi anche nel mezzo di quest’arcadia perduta. Paasilinna non perde qui il suo humor irriverente e riscrive da par suo il Candido di Voltaire.