Prima Che Sia Notte di Reinaldo Arenas



Ci occupiamo oggi di letteratura sud americana, per la precisione cubana, visto che stiamo per parlare di Prima Che sia Notte, libro di Reinaldo Arenas

 

Cari lettori dovete sapere che Arenas è stato uno dei più importanti scrittori cubani, nato a Holguín, il 16 luglio 1943 e morto a New York, il 7 dicembre 1990, dopo aver speso la maggior parte della sua vita a combattere, con la sua opera letteraria, il regime di Fidel Castro. Ci preme far notare che le prima pagine di Prima che sia notte sono composte dall’introduzione dell’autore, già ammalato di Aids, che vuole qui presentare ai lettore una sorta di bilancio della sua vita letteraria e non. Questo è l’incipit: “Avevo due anni. Ero nudo, in piedi; mi piegavo verso il suolo e passavo la lingua sulla terra. Mangiavo terra con mia cugina Dulce Ofelia, che aveva due anni anche lei. Ero un bambino magrolino, ma con la panciona, per tutti i vermi che mi erano cresciuti nello stomaco a furia di mangiare terra. Mangiavamo la terra nella granja della casa, dove dormivano le bestie, cioè i cavalli, le vacche, i maiali, le galline, le pecore. Era di fianco alla casa”. Già con queste poche ma potenti parole Arenas conduce il lettore ad un mondo arcaico, scomparso, a una Cuba, ma potrebbe essere benissimo ogni dove, che non c’è più, e la sua scomparsa non ha potuto far altro che avvolgere il mondo in un infinito manto di nostalgia, come possiamo evincere dalle parole scelte.L’ abbiamo accennato in apertura Arenas è stato un convinto oppositore di Castro, ma possiamo dire che, visto l’alto valore che lo scrittore cubano riconosceva alla liberà,  è stato un oppositore di ogni dittatura, e molto significativa e pertinente ci appare la seguente frase, estrapolata sempre da Prima che sia notte: “La bellezza per la bellezza è pericolosa per ogni dittatura, perché essa implica un ambito che va oltre i limiti che la dittatura assegna agli esseri umani; il suo territorio sfugge al controllo della polizia di regime che non può, pertanto, regnarvi.”

La versione esaminata di Prima che sia notte è quella pubblicata nella collana Le fenici tascabili, traduzione di Elena Dallorso, Guanda, 1992, pp. 325.

 

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