Ray Bradbury, si è spento il raggio della fantascienza



Uno con un nome così, a dire il vero, avrebbe potuto essere un super eroe, invece ha passato la sua vita dall’altra parte dell’inchiostro, non a vivere, ma a far vivere, creando mondi fantastici, ma forse i genitori, un operaio elettrico e una casalinga di origini svedesi, lo sapevano, avevano sempre saputo in cuor loro, che, chiamando il loro, figlio Ray, cioè Raggio, l’avrebbero in qualche modo legato alla fantascienza, nome omen.

Il successo letterario arriva nel 1950, a trent’anni, con la pubblicazione del suo volume Cronache marziane, che gli regala una fama internazionale, ma il destino aveva ben altro in serbo per il suo futuro, perché la fama del primo volume è presto oscurata, un anno dopo, dalla pubblicazione del secondo libro, quel Fahrenheit 451 che fece innamorare anche il regista francese Francois Truffaut, tanto da spingerlo a dirigerne l’omonimo film.

Quasi fino all’ultimo fu un guerriero della carta, schierato dalla parte del libro di cellulosa, lui che dalla sua immaginazione aveva partorito un corpo di Vigili del Fuoco addetto all’incendio dei libri, simbolo della censura del potere, dell’arroganza del potente e dell’invadenza dell’ignoranza, infatti solamente nel 2011 aveva dato il suo consenso alla pubblicazione in formato elettronico di Fahrenheit 451.

Poi, alla fine, il 5 Giugno 2012, all’età di 91 anni, lo scrittore, il raggio si spegne a Los Angeles e il futuro da allora, ci fa un po’ più paura…

“Non sono i libri che vi mancano, ma alcune delle cose che un tempo erano nei libri. Le stesse cose potrebbero essere diffuse e proiettate da radio e televisori. Ma ciò non avviene. No, no, non sono affatto i libri le cose che andate cercando. Prendetele dove ancora potete trovarle, in vecchi dischi, in vecchi film e nei vecchi amici; cercatele nella natura e cercatele soprattutto in voi stessi”