Il Salone del Libro a due velocità



Si sta per concludere, proprio in queste ore l’evento editoriale dell’anno, cioè Il Salone del Libro di Torino, ovvero il Salone Internazionale del Libro di Torino o il #SalTo14, come viene chiamato ai giorni nostri sui social network.

 

Arriverà il giorno, se non è già arrivato, che vedrà questo Salone a due velocità, cioè diviso nettamente tra la grande editoria e la piccola editoria? Voglio precisare fin da ora che trattasi del Salone del Libro, libro inteso come oggetto, e quindi l’imperativo non è null’altro che il marketing e a corredo ci possiamo mettere tutto quello che vogliamo: gadget, sconti, corsi per la memoria, francobolli, cuochi show e anche, volendo, senza insistere tropo, qualcosa di letterario. Ma è l’evento italiano annuale del libro, forse l’unico, in grado di dare finalmente spazio ai libri in 365 giorni di notizie gossipare, quindi ben venga tutto ciò.  Il Salone è spesso e volentieri criticato dagli assenti ed elogiato dai presenti, ma non è la classica storia della Volpe e l’Uva è, forse, più una questione di far dovuta necessità di fronte a cotanta virtù. Gli autori si prestano, prestano i loro nomi, i loro volti e la loro dote più preziosa, la parola, all’evento capace di acchiappare giornalisti vari, ma il circolo vizioso resta chiuso lì, in quel vortice che, normalmente, non avrebbe affatto bisogno del Salone per far parlare dei suoi libri perché già presente nei vari salotti culturali italiani, televisivi e cartacei.  Si crea così un corto circuito di vera attenzione, anzi è difficile restar concentrati su un evento “solo” quanto intorno se ne svolgono altri 2 0 3, completamente diversi (parliamo di interesse e non di qualità) tra loro,  forzatamente rumorosi nell’insieme,  ma poco importa finché il libro vende, e a vedere i dati sembra in effetti che a Torino vendano un po’ tutti, per quest’anno si parla di un 50% in più, stando all’Ansa, va tutto bene.

 

La bibliodiversità si è sviluppata in altri contesti, proprio sui social media dove i lettori si rimbalzano consigli, in una passa parola virtuale, che lascia spazio un po’ a tutti e non solo ai soliti noti. Arriverà un giorno forse in cui vedremo il Salone del Libro a due velocità…

 

 

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