Stephen King: la copertina della prima edizione di Carrie



Un volto di donna nascosto dietro una colonna. Capelli castani, occhi scuri, labbra rosse. Sul suo volto non c’è paura, c’è l’inquietudine di chi sa. Di chi la sa lunga. E’ questa la copertina originale di Carrie, la prima opera di Stephan King pubblicata negli Stati Uniti nel 1974

Carrie è una ragazza sola, frequenta il liceo ma non riesce a legare con i suoi coetanei, è strana, isolata, poco loquace. Vive a Chamberlain, una piccola cittadina nel Maine, insieme alla madre, Margaret. Carrie è quotidianamente vittima degli scherzi dei suoi compagni, sempre più crudeli ed umilianti. E come se non bastasse, la madre Margaret è una donna molto rigida, cristiana fondamentalista che tiene la figlia segregata in casa per anni. Ma la madre e i suoi compagni non sanno, non sanno che Carrie ha un potere, la telecinesi.

Questo è l’incipit dell’opera:

“Notizia di cronaca riportata dal settimanale Enterprise di Westover (Maine) il 19 agosto 1966:

PIOGGIA DI PIETRE

Ci viene riferito che una pioggia di pietre è caduta da un cielo perfettamente sereno su Carlin Street, nella cittadina di Chamberlain, il 17 agosto. Diverse persone ne sarebbero state testimoni. Le pietre sono cadute sulla casa della signora Margaret White, rovinando gravemente il tetto e sfondando due grondaie e un tubo di scolo per un danno di circa 25 dollari. La signora White, vedova, abita nella casa di Carlin Street con la figlioletta di tre anni, Carrie.
Non si hanno commenti diretti, perché non è stato possibile avvicinare la signora White.”

 

Si sa come vanno queste cose, le prime opere o fanno un buco nell’acqua o fanno il cosidetto botto. Ecco, quest’opera ha fatto il botto. La storia è stata creata da uno Stephan King particolarmente ispirato che, stranamente, non ricorda come abbia fatto a metterla in piedi. Dice che il personaggio andava e tornava, andava e tornava, fino a quando un giorno non fu la moglie a costringerlo a riprendere i fogli imbrattati e precedentemente cestinati per continuarne la stesura. La riteneva la storia di una ragazzina afflitta da “problemi mestruali”. Povera Carrie, bistrattata anche dal suo creatore!

I personaggi che si dipanano tra le pagine sono forse quelli meglio caratterizzati di sempre, Margaret White è un personaggio che difficilmente i fans di King dimenticheranno, poiché è uno dei più misteriosi, onirici e nonostante tutto, spaventosamente reali. Il romanzo fu acquistato dalla casa editrice Doubleday per una cifra di 2.500 dollari e vendette solo 13.000 copie, ma, nell’edizione economica, i cui diritti furono venduti per 400.000 dollari, ne vendette oltre un milione.

Si può dire che Carrie fu il debutto dell’autore del brivido solo grazie alla moglie, Tabitha Spruce, alla quale, infatti, Stephan King dedica l’opera: “This is for Tabby, who got me into it – and then bailed me out of it. (A Tabby, che mi ha fatto entrare in questo incubo, e poi me ne ha fatto uscire.)”