Tadeusz Różewicz: la morte e di certe proprietà della così detta poesia



Si è spento oggi a Breslavia, il 24 aprile 2014, Tadeusz Różewicz, poeta polacco.

E così se ne è andato anche Tadeusz Różewicz, il premio Nobel senza Nobel. Lo avrebbe meritato, sicuramente, ma non l’ha mai vinto, come Herbert, schiacciato dalla presenza “ingombrante” di altri due poeti polacchi col Nobel, Milosz e la Szymborska. Se ricordate, fino a poco tempo fa, cioè fino al 2004, anno della scomparsa di Milosz, la Polonia aveva l’invidiabile record di essere l’unico paese al mondo con due premi Nobel per la poesia viventi…
La guerra, ovviamente la Seconda Guerra Mondiale, e i suoi pesanti lasciti, vedi Auschwitz, sono stati i motori, ma anche i freni della poetica di Różewicz, uno fra i primi a porsi il problema della creazione della poesia dopo Auschwitz. Non solo poeta ma anche drammaturgo di notevole importanza se si pensa che la sua opera teatrale intitolata “Kartoteka” ha rivoluzionato il teatro polacco, influenzando il teatro mondiale. Lo stesso Krzysztof Kieślowski ha voluto rappresentarla. Nel 2005 è stato il primo vincitore del Premio Librex Montale International. Le sue opere sono tradotte in più di venti lingue. Nel 2007 egli ha ricevuto il Premio europeo per la letteratura (Prix européen de littérature) per l’insieme delle sue opere. Vogliamo ricordarlo con una usa poesia tratta da (da “Il guanto rosso e altre poesie”, Libri Scheiwiller, Milano 2003. e tradotta da Carlo Verdiani

Di certe proprietà della così detta poesia
(O pewnych właściwościach tak zwanej poezji=

Per esempio
la poesia vien meno
già dopo la mezzanotte
quel tanto di stanchezza
la tramuta
da renderla irriconoscibile
la muta in un pugno di parole
vuote di vita
un che di mostruoso
come un fiore di carta
come un amore di carne
poesia perde la vista
a mezzanotte
oppure proprio a mezzogiorno
dopo pranzo
poesia non c’è
alle nascite
alle morti
non c’è poesia
alle ore 22
del 1º maggio 1961
non c’è poesia
nell’uomo freddo
e non c’è poesia
nell’uomo caldo
nel tiepido
nel tiepido può viverci
dischiudersi
da una incrinatura stilla
da una macchia

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