Tim Willocks è tornato con I Dodici Bambini di Parigi



A partire dal 3 luglio sarà disponibile in tutte le librerie il nuovo romanzo dello scrittore e psichiatra britannico Tim Willocks : I DODICI BAMBINI DI PARIGI, inserito da Multiplayer edizioni nella collana Multipop.

Il libro sarà presentato in anteprima con un mini tour che partirà da Foggia (Libreria Stile Libero ) giovedì 26 giugno e che vedrà l’autore a Terni ( La Feltrinelli Point – venerdì 27 ), Viterbo ( Caffeina Festival – Sezione “La Memoria e Il racconto”- sabato 28) e si concluderà nella splendida Minori giovedì 3 luglio in occasione del Festival Letterario InCostieraAmalfitana.it dove ritirerà il premio “Uomo/Donna del mio tempo” , sezione Letteratura Straniera . …Cavalcò attraverso una nazione sventrata dalla guerra e ancora sanguinante, in cui soldati senza paga agli ordini di sovrani inadempienti continuavano a prestare il mestiere delle armi, dove la gentilezza era follia e la crudeltà forza e nessuno osava chiedere al proprio fratello di essergli guardiano…
Finalmente era giunto, era lì. Le mura tremolavano nella distanza, scosse dalla vampa d’agosto, e sopra di esse si stagliava un minaccioso festone di nebbia color ocra, quasi le mura non fossero altro che la bocca di un grande pozzo infilato nei regni più infimi della terra. Fu quella la sua prima impressione della città più cattolica del mondo cristiano. Dopo il successo consacrato da Il Fine Ultimo della Creazione e Re Macchiati di Sangue , tradotti in più di 20 lingue, Tim Willocks torna in Italia con un romanzo storico che prosegue il racconto della vita di Matthias Tannhauser , cavaliere di San Giovanni, in una Parigi di fine Cinquecento dilaniata ed imbrattata dal sangue del massacro più sanguinoso della storia europea: la notte di San Bartolomeo .

The Twelve Children Of Paris (titolo originale) è rimasto in vetta alle classifiche dei libri più venduti in UK e Francia per diverse settimane, raccogliendo i favori della critica e del pubblico. Le Monde lo ha paragonato a Dumas, mentre in Italia il paragone più pregnante per la potenza della scrittura è con Umberto Eco.

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