Tree of Codes di Jonathan Safran Foer, un libro che non potrete leggere



Confessiamo di aver avuto un certo timore riverenziale nei confronti di questo libro rimasto inedito in Italia. L’avevamo cercato on line su diversi siti e la prima edizione aveva raggiunto cifre abbastanza importanti e a tutto ciò andava ad aggiungersi il fatto che era un libro su, per o di Bruno Schulz? Un interrogativo a cui non siamo riusciti a trovare risposte.

 

Non ultimo c’era la questione dei tagli, delle finestre (vedi foto in fondo all’articolo). Per chi  considera il libro quasi  sacro trovarsi a leggere delle pagine a mo di Fontana non è di certo la migliore delle prospettive possibili…

Ma facciamo un passo indietro: Bruno Schulz è uno dei maggiori poeti ebreo polacchi, un genio letterario assunto a mito, amato da autori come Grossman, Cynthia Ozyck, Milan Kundera e in Italia da Ugo Ricarelli.

Inoltre dovete tenere conto che la prosa di Schulz è paragonata spesso e volentieri a quella di  Kafka, ma non è nostra intenzioni soffermarci su questo improbabile confronto più di tanto, qui vogliamo solamente  rendere l’idea della giusta collocazione dell’autore delle Botteghe Color Cannella nel panorama del mito letterario.

Oggi però parliamo di Tree of Codes, un libro di Jonathan Safran Foer ma non proprio. Perchè questo libro è per Bruno Schulz o come possiamo azzardare, di Bruno Schulz? Io propenderei per l’ultima ipotesi ma procediamo ancora con calma.

L’Autore diventato famoso per Ogni Cosa è illuminata ha rielaborato, per un’originale casa editrice britannica, la Visual, il testo inglese di La via Dei Coccodrilli, The Crocodrile Street,  tagliuzzando fisicamente frasi e parole, tanto da farlo diventare appunto Tree of codes.

Infatti in quest’opera le parole dello scrittore polacco sono state tagliate, letteralmente tagliate, portate via, asportate fisicamente con violenza intellettuale da Jonathan Safran Foer per permettere a questi nuovi squarci letterari di  diventare vere e proprie finestre sulle porte della percezione di un nuovo libro.

Se siete interressati e capite un po’ l’inglese potrete esaminare il libro in questione da voi ma la domanda, come direbbe qualcuno, nasce spontanea. Può essere questo il futuro del libro di carta, cioè diventare una vera e propria opera d’arte destinata a tutti o ci dovremmo accontentare di e-book firmati da personaggi provenienti dal mondo dello spettacolo?