Un racconto di Neil Gaiman omaggia John Belushi



Ne è passato di tempo da quell’ormai lontano 4 marzo 1982, quando  all’Hotel Chateau Marmont di Los Angeles, John Belushi fu stroncato da un fatale arresto cardiaco causato da un’overdose di cocaina ma Neil Gaiman non lo ha affatto dimenticato.

Belushi nacque a Chicago il 24 gennaio 1949, primogenito di una modesta famiglia di origine albanese emigrata negli Stati Uniti e raggiunse la popolarità negli anni Settanta grazie alla sua partecipazione al mitico Saturday Night Live Show della NBC.

Ma il successo mondiale arrivò poi, attraverso il grande schermo, dove i suoi personaggi sono rimasti immortali fino ad oggi come ad esempio lo studente “Bluto” Blutarsky di Animal House (Cosa? È finita? Hai detto finita? Non finisce proprio niente se non l’abbiamo deciso noi. È forse finita quando i tedeschi bombardarono Pearl Harbour?… E qui non finisce, perché quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare) o Jack ( Io li odio i nazisti dell’Illinois) Elwood dei Blues Brothers

Noi di Libri 10 per ricordare questo grande protagonista dell’immaginario collettivo ci soffermiamo per un attimo su un racconto scritto da Neil Gaiman, celebre scrittore di culto diventato famoso per il suo lavoro sulla serie a fumetti  Sandman, appartenente alla linea Dc/ Vertigo, ora prestato al cinema vedi Beowulf e Stadust.

Il racconto in questione è The Goldfish Pool and Other Stories inserito nella raccolta intitolata  Smoke and Mirros (1988) , purtroppo inedita in Italia.

Come ha ammesso lo stesso scrittore, molto di quanto accaduto in questa storia è vero, e così vediamo come lo stesso Gaiman si sia preso la briga di omaggiare Belushi schierandosi ironicamente “contro” il sistema Holywoodiano, individuando, per l’appunto, nella figura dell’attore tragicamente scomparso il prodotto finale di tale sistema usa e getta.

Lo spunto infatti è semplice quanto si sincero, si comincia con il viaggio di un autore inglese che si reca a Hollywood per raggiungere una accordo sulla trasposizione cinematografica del suo ultimo libro di successo. Un racconto godibilissimo, ricco di riferimenti, seppur imprecisi in merito alla morte di John Belushi, con una morale semplice:

molta gente vi usa non perché siete importanti ma perché hanno bisogno di voi e sta solo a voi decidere di essere una marionetta o meno perché se alla fine fate la scelta giusta, arriverà la velocità, anche se nel mezzo, qualcosa andrà inevitabilmente perduto.

Ciao John e grazie Neal!