Visto di Transito di Anna Seghers



La letteratura vintage, quella scoperta dopo aver scavato per ore tra pile e pile di polverosi tomi dei banchetti dell’usato, sa essere davvero sorprendente  a volte e mi meraviglio, non poco, che trovi così poco spazio, potrebbe infatti essere una nuova moda visto che il termine vintage è ormai abbinato a tutto.

Scherzi a parte oggi vogliamo recuperare un bel romanzo, forse dimenticato troppo in fretta per via della parabola di vita e politica dell’autrice tedesca Anna Seghers, pseudonimo di Netty Reiling.

Il romanzo in questione è  Visto di transito, titolo originale Transit, del 1948, pubblicato in Italia nel 1953 da Edizioni di Cultura Sociale, ritrovato per caso su un banchetto dell’usato e che, se siete fortunati, potrete trovare anche voi, vi consiglio, se siete interessati, di controllare su e-bay dove al momento è presente.

La Seghers emigrò nel 1933 in Francia a causa della sua appartenenza politica e razziale, perché  comunista ed ebrea, ma già si era fatta notare in patria e all’estero con il suo romanzo breve, cioè La rivolta dei pescatori di Santa Barbara, era il 1928.

Potremmo definire questo Visto di transito, ambientato a Marsiglia, come  un romanzo dell’attesa, della rassegnazione, dove la scrittrice resta fedele e  sensibile al tema dello smarrimento degli esuli. In questo suo libro,  “scritto con una luci da sicurezza da sonnambulo”, la Seghers  offre al lettore un vero e proprio kafkismo dell’attesa, rimanendo lontana dagli schemi letterari dell’eroe positivo.

Da segnalare poi che la tecnica narrativa è volutamente scarna, quasi cinematografica e potremmo tranquillamente dire che risente, in qualche modo, dell’influsso dello scrittore statunitense J.R. Dos Passos.

Un romanzo d’ambientazione mediterranea, dove troneggia il porto di Marsiglia, con gli spettri del nazismo quasi mai protagonisti ma sempre presenti, descrivente l’attesa dell’uomo votato alla speranza, in questo caso un visto di transito che permetta al protagonista di lasciare la Francia.

E a proposito di cinema concludiamo segnalando la notizia che nel 1991 il regista Renè Allio volle portare sul grande schermo  la storia di Visto di Transito,