Anche l’e-book è vittima dello spam

Nemmeno l’e-book è riuscito a sfuggire allo Spam. Sembra infatti che lo stesso Amazon.com, rivenditore online di titoli e distributore del lettore Kindle, abbia recentemente denunciato un intasamento del proprio store online, dovuto a titoli ingannevoli.  A quanto pare tra i numerosi libri elettronici che la compagnia americana pubblica attraverso un sistema automatico ogni mese si inseriscono volumi indesiderati e perciò catalogati come “spam”.

Una portavoce del colosso americano dedicato al commercio on line, Sarah Gelman, conferma che Amazon.com effettua dei controlli per scoprire ed eliminare questi contenuti ma nemmeno queste misure di tutela sembrano riuscire a limitare i danni. Capita quindi di di trovare un libro pubblicato con il nome di un autore diverso o che in realtà contiene un titolo completamente differente. Ovviamente tutto ciò non fa che andare a vantaggio dello spammer, che riceve una percentuale di guadagno su ciascun titolo scaricato dagli utenti del portale.

Tutto ciò, oltre che a una diminuzione effettiva delle vendite, comporta anche una perdita di fiducia da parte del consumatore che ricevendo qualcosa di diverso da quanto ordinato, ci pensa due volte a comprare un nuovo e-book, facendo così arrestare la tanto decantata avanzata dei libri in formato digitale.

 

Lo spamming, fare spam o spammare, consiste nell’invio di messaggi indesiderati (generalmente a scopi commerciali). Il termine Spam ha la sua origine in un vecchio sketch del Monty Python’s Flying Circus ambientato in un locale nel quale ogni pietanza proposta dalla cameriera era a base di una non meglio definita carne in scatola chiamata Spam.

Di seguito trovate il video, tratto da You Tube, del succitato sketch dei Monty Python’s

 

httpv://www.youtube.com/watch?v=6LTdAN89Rcw

 

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