C’era e non c’era una volta Marian Pankowski: è morto ieri lo scrittore polacco

Ci ha lasciato Marian Pankowski, uno dei così detti autori scomodi.

Pankowski è morto a Bruxelles all’età di 92 anni in seguito alle complicazioni di una polmonite.

Lo scrittore e poeta polacco abitava a Bruxelles dall’autunno del 1945, dove ha insegnato fino all’età della pensione Letterature slave all’Università Libera della capitale belga.

Fu arrestato nel 1942 per via della sua militanza antinazista e spedito prima ad Auschwitz, poi a Gross Rosen e Bergen Belsen, come lui stesso ha raccontato nelle pagine del suo libro Da Auschwitz a Belsen, pubblicato nell’anno 2000.

Pankowski non è uno scrittore facile, anche per via dell’uso che fa della lingua, difficile e gergale, che sfocia spesso e volentieri nella volgarità in quel suo mondo letterario ossessionato dal sesso.

Rudolf, considerato dai più il suo capolavoro, è la storia dell’incontro a Bruxelles tra un ex ufficiale della Wehrmarcht, omosessuale, e un polacco reduce da Auschwitz.

In patria, per via delle sue tematiche, è stato spesso accantonato perché scomodo, ma il suo sguardo mai banale, e dettagliato fino ai limiti di un’ironia inverosimile ha prodotto lavori che con cura hanno smantellato l’ufficialità della storia per ripresentarcela, anche volgarmente, ad un livello sicuramente più umano dove gli eroi non sono altro che eroi con meno errori sulle spalle.

Come già detto non era ben visto in Polonia perchè affrontava con coraggio diversi tabù, come l’omosessualità, e non ha nemmeno fatto parte della così detta Letteratura dell’emigrazione.

Per questi motivi era noto come il Grande Emarginato della letteratura polacca.

 

In Italia sono stati pubblicati:

Arriva Matuga. Avventure’ (1959)

Bukenocie (1962)

L’ospite’ (1982)

Il ritorno dei pipistrelli bianchi (1991)

Verso l’amore (2001)

 

Nel 2010 l’editore Lithos ha tradotto in italiano ‘C’era e non c’era una volta un’ebrea’.

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