Gabriel Garcia Marquez non scrive più

Questa è davvero una brutta notizia. Con la morte nel cuore e lo sguardo triste fisso al pc mi trovo a dovervi comunicare che lo scrittore colombiano Gabriel Garcia Marquez, già premio Nobel per la Letterature nel 1982, è affetto da demenza senile, non scrive più e molto probabilmente non scriverà mai più, che è il destino più triste che un fato crudele possa riservare a uno scrittore della sua grandezza e non.

A diffondere la notizia che ha lasciato increduli tutti i suoi lettori sparsi nel mondo è stato il fratello dell’autore di Cento Anni di solitudine, cioè Jaime Garcia Marquez che ha raccontato agli studenti, durante una lezione tenuta a Cartagena, secondo quanto riferisce il sito della Bbc, quanto segue:

“Ha problemi di memoria, spesso io piango perchè sento come se lo stessi perdendo”, ha affermato, rivelando che il fratello ha anche smesso di scrivere. “Fisicamente sta bene, ma da tempo soffre di demenza senile. Ha ancora il buon umore e l’entusiasmo che ha sempre avuto. A volte piango perché mi sento come se lo stessi perdendo”.

Ricordiamo, a chi ha poca pratica con il pianeta Letteratura, che  Gabriel José de la Concordia García Márquez è uno scrittore e giornalista colombiano. E’ considerato  il maggior esponente del realismo magico e ha contribuito a rilanciare fortemente l’interesse per la letteratura latinoamericana. La sua prosa è uno scorrere immaginifico di parole costantemente pervase di una amara ironia che accompagna la struttura complessa e articolata delle sue opere dove abbandona intrecci fra realtà e fantasia.

Questo l’incipit della sua opera più famosa, ovvero Cent’anni di solitudine:

Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito.

Scopritelo e riscopritelo!

admin
  • Scrittore e Blogger
Suggerisci una modifica